Approvata la Legge di Stabilità: ecco le novità

di Teresa Barone

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La Camera approva la Legge di Stabilità, che ora passa al Senato: ecco tutte le novità su IVA, IRPEF, esodati e incentivi alle aziende.

La Legge di Stabilità ha ottenuto il si della Camera dei deputati con 372 voti favorevoli e 73 contrari, pronta ad arrivare al Senato per la seconda lettura e a ricevere numerose rettifiche sulla base delle modifiche annunciate dai partiti di maggioranza.

Le principali novità sulla Legge di Stabilità riguardano l’IVA, l’IRAP, gli esodati, la lotta all’evasione fiscale e i tagli previsti per le Regioni e i Comuni. Proprio per alleggerire gli oneri di questi ultimi, e sbloccare i pagamenti alle aziende creditrici della PA, il Senato potrebbe estendere l’allentamento del Patto di Stabilità interno.

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Secondo il testo approvato alla Camera, è previsto l’aumento dell’IVA ordinaria (che passa dal 21 al 22% a partire dal 1 luglio 2013), mentre resta invariata l’aliquota dell’imposta ridotta, pari al 10%. Si definitivo alla Tobin Tax, la tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie riguardanti compravendite di azioni partecipative e sulle operazioni sui derivati.

A partire dal 2014 scatterà invece l’esenzione dall’IRAP per le micro imprese che svolgono attività commerciali, arti e professioni prive della collaborazione di altri lavoratori. Sempre in materia di imposte sul lavoro, le deduzioni per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato aumentano da 4600 a 7500 euro, come anche le deduzioni per l’assunzione di donne e giovani sotto i 35 anni che subiscono un incremento da 10600 a 13500 euro.

Per il 2013 è prevista la nascita del Fondo per la Ricerca a favore delle piccole e medie imprese, finalizzato anche a ridurre il cuneo fiscale. A calare, invece, è la deducibilità per le auto aziendali che passa dal 27,5% al 20% per i mezzi di trasporto utilizzati dalle imprese. Per quanto concerne gli esodati, è prevista la salvaguardia per altri 10mila lavoratori, mentre  rimane invariato l’orario lavorativo settimanale degli insegnanti (18 ore), con la bocciatura dell’aumento fino a 24 ore proposto inizialmente.

Il sistema Mose di Venezia potrà beneficiare di 100 milioni in meno del previsto, mentre le amministrazioni centrali subiranno tagli lineari complessivi di 1,375 miliardi di euro solo nel 2013, più altri 1,173 miliardi nel 2014 e 1,2 miliardi dal 2015.