Italia, a ottobre riparte l’export

di Andrea Barbieri Carones

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I dati Istat mostrano che l'export aumenta più dell'import, con conseguente beneficio sulla bilancia commerciale che è ai massimi dal 2001 a oggi.

I dati Istat sull’export italiano mostrano che a ottobre il Paese ha esportato il 12% in più rispetto allo stesso mese del 2011 mentre il dato resta sostanzialmente identico rispetto a settembre.

L’istituto di statistica ha rilevato anche che le importazioni sono invece aumentate dello 0,8% su base mensile e dello 0,9% rispetto a ottobre 2011, portando così in attivo la bilancia commerciale (+2,5 miliardi di euro) rispetto a un deficit di 1,1 miliardi dello scorso anno. Il dato forse più emblematico è che tale cifra è attiva considerando anche i primi 10 mesi del 2012, con una differenza tra entrate e uscite che è positiva per 6,5 miliardi di euro, livello record consideranno gli ultimi 10 anni.

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Secondo il presidente della Bce, Mario Draghi, queste cifre portano a ritenere possibile una ripresa economica, che anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha individuato nella seconda metà del 2013. Secondo altri analisti, poi, la crescita dei fattori economici ha già interessato gli Stati Uniti, storicamente il primo motore che traina gli altri continenti.

Ritornando alle cifre legate all’export, il dato è in aumento verso i mercati extraeuropei (+0,7%) e in calo su quelli continentali (-0,6%). Vanno particolarmente bene le vendite di beni strumentali (+2,1%), mentre va peggio ai beni di consumo durevoli (-5,4%). Per quanto riguarda le importazioni, sono in aumento sia quelle dai paesi extra Ue (+1,1%) sia quelli dalla Ue (+0,4%). In forte crescita gli acquisti di beni strumentali (+5,3) e in calo le importazioni di beni di consumo durevoli (-4%).

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Rispetto a un anno fa, boom delle esportazioni nei Paesi Opec, in Giappone e nell’Asean (sudest asiatico), rispettivamente con +39,3%, +31,5% e +30,3%. Per l’import, l’Italia sta acquistando particolarmente dai Paesi Opec (+19,4%) e dalla Turchia (+18,9%), mentre calano dai Paesi Mercosur (-21,5%) e dal Giappone (-17%).