Il nuovo contratto di lavoro proposto da Mario Monti

di Teresa Barone

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Il premier uscente propone un nuovo contratto di lavoro anti precariato: flessibilità, costi bassi e tutela in caso di licenziamento.

Secondo quanto annunciato dal premier uscente Mario Monti, è già stata depositata la bozza di un nuovo contratto di lavoro sperimentale, basato su poche ma fondamentali regole finalizzate a limitare il precariato e tutelare i lavoratori in caso di licenziamento.

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Un contratto di assunzione a tempo indeterminato più flessibile, con meno costi per le aziende e maggiori tutele per i dipendenti nei primi due anni. Il testo di Pietro Ichino cita infatti così: “Il datore di lavoro potrà in ogni caso licenziare il dipendente pagando un indennizzo proporzionato ai mesi di impiego. Oltre i due anni il contratto sarà rafforzato offrendo, in caso di licenziamento, un crescente sussidio di disoccupazione. Almeno in una prima fase, naturalmente, tale formula sarebbe opzionale e il rodaggio dovrebbe essere fatto entro un quadro identificato da accordi collettivi territoriali, settoriali o aziendali“.

Per quanto concerne l’outplacement, il nuovo contratto prevede che il dipendente rimasto senza impiago venga supportato nel suo reinserimento dalle stesse aziende, in questo modo incentivate a favorire il reintegro.

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La bozza contiene anche novità in materia di imprenditoria giovanile, con l’introduzione di agevolazioni fiscali per le aziende guidate da giovani – soprattutto per quanto riguarda l’IVA – nonché di un sistema di contributi sociali più agevole.

L’ultimo punto riguarda il lavoro femminile e, in particolare, il sostegno alle coppie di genitori lavoratori attraverso incentivi a favore del congedo parentale paterno. Il progetto del premier prevede anche la concessione di aiuti alle coppie che si spartiscono il congedo in modo equo, possibili grazie alla leva fiscale.