Premi Produttività: al via gli sgravi fiscali

di Teresa Barone

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Cambiano le regole per ottenere gli incentivi fiscali sui premi di produttività: ecco tutte le novità contenute nel decreto varato dal Governo Monti.

Con l’approvazione del Presidente del Consiglio e il si del Ministero dell’Economia, il Governo ha dato il via libera al nuovo decreto sulla detassazione dei premi di produttività per il 2013. Numerose le novità, a partire dall’ampliamento della platea destinataria degli sgravi fiscali.

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Con il decreto, infatti, si innalza la soglia di reddito lordo annuo per beneficiare della detassazione dei premi di produttività, che passa da 30 a 40mila euro. L’incentivo fiscale sugli straordinari, le ore di lavoro notturne e tutte le altre voci che, in busta paga, indicano un incremento della produttività aziendale, prevede l’applicazione dell’aliquota del 10%, che rimane invariata.

Alla base del nuovo decreto c’è la Legge di Stabilità, con la quale sono state stanziate risorse fino a 905 milioni di euro nel 2013 e 400 milioni di euro nel 2014 per la detassazione dei salari. Oltre all’aumento della soglia di reddito è stato fissato un tetto massimo per la retribuzione di produttività percepibile da ciascun lavoratore, che nel 2013 non potrà superare i 2500 euro lordi.

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Altre novità importanti riguardano l’introduzione di precisi indicatori quantitativi di produttività, di redditività, di efficienza e di innovazione, ma gli sgravi fiscali saranno anche subordinati alla valutazione di quattro specifiche aree di intervento stabilite dal decreto (la detassazione è applicabile solo nel caso in cui il contratto attivi  almeno una voce relativa a tre aree su quattro).

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Queste aree toccano diverse sfere contrattuali: orario di lavoro (il contratto deve essere basato su un modello di flessibilità che consenta l’utilizzo degli impianti finalizzato al conseguimento degli obiettivi mensili); ferie (la cui distribuzione deve anch’essa essere flessibile con la possibilità di programmare giorni di assenza non continuativi); nuove tecnologie (devono essere adottate misure che favoriscano la compatibilità tra l’utilizzo delle tecnologie e la tutela dei diritti dei lavoratori); mansioni (vanno attivati interventi in materia di fungibilità delle mansioni e integrazione delle competenze).