Jobs Act, controlli invasivi e privacy

di Teresa Barone

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Il Garante della Privacy interviene in tema di Jobs Act e controlli a distanza sui dipendenti: non alla profilazione delle persone.

Con il Jobs Act potrebbero essere attivati nuovi controlli da parte delle aziende sui dipendenti, monitorati attraverso alcuni tipi di device Mobile: l’utilizzo di pc, smartphone e tablet per geolocalizzare i lavoratori dovrà comunque rispettare e garantire la privacy di questi ultimi.

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A sottolinearlo è il Garante della Privacy Antonello Soro, il quale nella relazione annuale invita a evitare una profiliazione dei dipendenti condotta in modo indebito.

Anche il Presidente della Camera Laura Boldrini ribadisce il medesimo concetto:

«Mi auguro che nelle prossime settimane, durante l’esame parlamentare, ci sia la possibilità di aprire un confronto che faccia chiarezza sui dubbi emersi. Mi riferisco allo schema di uno dei decreti attuativi del Jobs Act varati dal governo la settimana scorsa, quello riguardante l’uso di strumenti di lavoro come personal computer, smartphone, tablet.»

Secondo l’Autorità per la Privacy:

«Nei rapporti di lavoro, il crescente ricorso alle tecnologie nell’organizzazione aziendale, i diffusi sistemi di geolocalizzazione e telecamere intelligenti hanno sfumato la linea – un tempo netta – tra vita privata e lavorativa. Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano. Occorre sempre di più coniugare l’esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti.»

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