Declassamento volontario per i dirigenti PA

di Teresa Barone

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I dirigenti pubblici potranno optare per un ?demansionamento? volontario in caso di inattività prolungata, evitando il licenziamento.

Novità in arrivo per i dirigenti statali, coinvolti in primo piano nella Riforma della Pubblica Amministrazione.

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Un emendamento al Ddl, valutato positivamente dalla commissione Affari Costituzionali alla Camera, introduce infatti la possibilità di declassarsi volontariamente pur di non essere licenziato.

In caso di inattività per mancanza di incarichi protratta per un certo periodo di tempo, il dirigente pubblico può evitare il licenziamento chiedendo di essere declassato con il ruolo di funzionario.

«Previsione della possibilità, per i dirigenti collocati in disponibilità, di formulare istanza di ricollocazione in qualità di funzionario, in deroga all’articolo 2103 del codice civile – che regola le mansioni (ndr.) – nei ruoli delle pubbliche amministrazioni.»

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In ogni caso, gli incarichi dei dirigenti della PA potranno essere rinnovati una sola volta e per due anni senza dover effettuare una nuova selezione, ma solo in caso di valutazione positiva espressa dalla stessa amministrazione, chiamata a esprimere un giudizio sul lavoro svolto dal dirigente nel corso del suo primo mandato.

 

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