Dirigenti scolastici e caos reggenze

di Teresa Barone

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Il ruolo dei presidi cambia ma ad aumentare sono anche i problemi di gestione di vari istituti contemporaneamente.

A pochi giorni dalla pubblicazione da parte dell’Aran delle retribuzioni medie percepite dai dirigenti statali in Italia, che vede i presidi in fondo alla classifica con circa 62mila euro annui, cresce il malcontento per i non pochi problemi gestionali che questi ultimi sono chiamati a risolvere a due settimane dall’avvio dell’anno scolastico 2016-2017.

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Si parla delle cosiddette “reggenze“, la gestione di più istituti contemporaneamente che mette in seria difficoltà l’operato dei dirigenti proprio nel momento in cui sono aumentate le loro responsabilità in ambito scolastico, per effetto della legge sulla Buona Scuola.

A fare il punto è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal:

«Se si è arrivati a questa situazione i motivi vanno cercati tra i nostri governanti e a Viale Trastevere. Perché è da due anni che si attende il nuovo concorso per dirigenti scolastici, ma si continua a rimandare. Così ci troviamo con nemmeno 7mila presidi, mentre ne servirebbero 8.200. Intanto, con la scuola dell’autonomia e l’approvazione della Legge 107, per loro le responsabilità e gli impegni sono triplicati. Il tutto in cambio di compensi che costituiscono la metà di quelli di altri dirigenti pubblici: si spera nel nuovo contratto di categoria a seguito dell’accorpamento dei comparti pubblici, da 11 a 4, ma ad oggi l’enorme mole di lavoro svolto non viene affatto ripagato da stipendi adeguati.»

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