Colloquio sleale e licenziamento

di Teresa Barone

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Licenziare un dipendente che ha mentito durante il colloquio di lavoro: regole e limiti illustrati dalla Cassazione.

Non può essere licenziato per giusta causa il dipendente che, durante il colloquio di selezione, aveva mentito riguardo le sue precedenti esperienze lavorative.

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Nello specifico, la sentenza n. 27585/16 del 30 dicembre 2016 emessa dalla Corte di Cassazione, sottolinea come il comportamento del lavoratore che omette di segnalare al datore di lavoro un suo precedente licenziamento per giusta causa non possa essere considerato lesivo del rapporto di fiducia con l’azienda.

Secondo la Suprema Corte, infatti, sebbene non aver comunicato la precedente sanzione disciplinare rappresenti un comportamento da condannare, non basta per interrompere il rapporto di lavoro tenendo conto della condotta corretta portata avanti dal dipendente per ben due anni.

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La Cassazione, inoltre, sottolinea come l’attuale datore di lavoro abbia assunto il lavoratore a tempo indeterminato dopo due contratti a termine e successivamente a un verbale di conciliazione sindacale (il dipendente rinunciava a ogni rivendicazione inerente proprio i due contratti a tempo indeterminato), pertanto questa decisione non si basava sulla valutazione delle esperienze lavorative pregresse.

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