L’etica manageriale come leva per uscire dalla crisi

di Fabrizio Scatena

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Nelle Business School spesso non si tiene in dovuta considerazione la dimensione umanistica dell'insegnamento manageriale con ripercussioni negative sulla formazione delle nuove classi dirigenziali

Le Business School sono enti di formazione privati dove si formano manager, liberi professionisti, imprenditori e dirigenti che andranno ad occupare i posti chiave nelle organizzazioni sociali private e pubbliche.

Sono gli uomini e le donne che hanno potuto seguire programmi di formazione di alto livello (di solito i costi per iscriversi ad un Business School sono molto elevati), e le cui decisioni negli ambienti lavorativi sono spesso determinanti per il buon andamento delle organizzazioni e della società nel suo complesso.

Di recente su un giornale autorevole come il Financial Times è apparsa una nota che sottolineava come una delle cause dell’attuale crisi economica globale vada ricercata nel fallimento dei programmi formativi delle Business School. Il punto debole dei programmi formativi non andrebbe cercato nella dimensione tecnica, che solitamente è molto curata e di ottima qualità, quanto nell’assenza di una dimensione umanistica.

Uno dei compiti principali di un manager o di un dirigente è infatti prendere le decisioni giuste sulla base delle proprie conoscenze e dell’esperienza professionale accumulata. Ma cosa accade quando tali conoscenze sono prive di una solida preparazione umanistica?

Il rischio è di lavorare unicamente per il proprio tornaconto personale, utilizzando le organizzazioni in cui si opera solo come mezzi per raggiungere i propri fini individuali, senza considerare in una prospettiva più ampia il proprio ruolo di responsabilità verso la società nel suo insieme.

Una formazione troppo specialistica e completamente priva dell’insegnamento di materie come ad esempio la sociologia, le scienze politiche o la filosofia, rischia di formare generazioni prive di quell’ampiezza di vedute, capacità critica ed etica personale che sono richieste a manager ed imprenditori per condurre in modo corretto gli affari.

Sviluppare un’etica manageriale avvalendosi del sapere trasmesso nelle Business School, ma soprattutto dall’esperienza dei docenti che lì insegnano, potrebbe rappresentare una strategia per uscire dall’attuale crisi economica.

Se Peter Druckerr parlava di missione etica del manager quando teorizzava i metodi per la definizione degli obiettivi (Management by objectives), e Koinosuke Matsuschita, fondatore visionario della Panasonic, affermava: «se un’istituzione pubblica appartiene alla collettività, una grande azienda deve dedicarsi al progresso della società e al benessere comune», allora integrare etica ed affari è un’operazione realizzabile.

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