Politica d’ufficio è stare al gioco

di Serena Frattini

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La politica in ufficio conta. Se pensate di avere successo senza politicizzarvi, sbagliate

Che piaccia o no, il gioco della politica si innesca anche in ufficio. Bisogna quindi imparare a muoversi nel modo corretto per raggiungere determinati obiettivi. La vita lavorativa può essere molto difficoltosa e pesare in maniera preponderante sulla sfera privata, spesso può accadere che l’ingiustizia sia all’ordine del giorno.

Ma come comportarsi in questi casi senza perdere il posto di lavoro o diventare succubi di un meccanismo perverso? A volte personaggi aggressivi, arroganti e vendicativi sembrano avere la meglio su quelli intelligenti, onesti e gran lavoratori.

Il lavoro si basa sulla competizione, spesso subdola e sottile, non detta apertamente ma presente e tangibile. Quasi tutti sgomitano per soldi, fama e potere, e molti attuano vere e proprie macchinazioni, strategie e complotti, a volte al di fuori della correttezza. Ci sono due tipi di lavoratori, quelli onesti, diligenti che puntano sulla performance, che lavorano ingenuamente facendo fede sulla giustizia, e che se la prendono quando le decisioni prese sono ingiuste.

Dall’altro lato ci sono i giocatori, tutt’altro che puristi, mentre rispettano le regole, seguono la politica che, anche se non ufficiale, è di gran lunga seguita e redditizia. Questi ultimi sono i giocatori, che pur non essendo il meglio del meglio sul lavoro, usano bene le loro carte, in termini di relazioni, e comprendono che le decisioni non possono essere sempre giuste.

Manipolare le persone, mettere in atto tattiche al fine di ottenere consensi, rischia di ottenere l’effetto contrario, mentre rispettare le regole della politica d’ufficio rende la strada molto più agevole e in discesa.

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