Manager, calo del tempo libero

di Andrea Barbieri Carones

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Se manager e segretarie d'azienda sono soddisfatti del proprio lavoro, non lo sono della possibilità di conciliare ufficio e famiglia.

I manager italiani sono sempre meno soddisfatti della possibilità di gestire il proprio tempo libero e per il motivo che, con la crisi economica, in media sono in aumento le ore passate alla scrivania dell’ufficio al lavoro. Un incremento che ha reso più difficile conciliare famiglia e attività.

Un sondaggio di Manageritalia, l’associazione di riferimento della categoria, ha infatti mostrato che il 56% dei dirigenti è insoddisfatto di come riesce a conciliare il binomio lavoro-famiglia-tempo libero,ossia quello che nei Paesi anglosassoni si chiama “Work Life Balance” uno dei fattori che oltre a indicare la produttività e il benessere è un importante termometro della qualità generale della propria vita.

Secondo tale ricerca, inoltre, emerge che addirittura l’84% dei manager afferma di non avere abbastanza tempo libero per fare quello che desidera. Una seconda indagine effettuata da secretary.it – il portale di riferimento delle assistenti di direzione dei dirigenti d’azienda – mostra invece che il 58% di questa categoria di dipendenti (nella maggioranza dei casi di sesso femminile) non è soddisfatto della flessibilità di orario, con conseguente ripercussione (negativa) sul tempo libero a disposizione, che diminuisce a vista d’occhio.

A essere percepita negativamente non è l’insoddisfazione per il proprio lavoro, visto che gli italiani non se la passano male. Come del resto emerge in una statistica Istat, che rende noto che nel 2012 – crisi o non crisi – 3 residenti nella Penisola su 4 (il 75,1%) si sono dichiarati molto o abbastanza soddisfatti della propria attività. Quello che viene vissuno negativamente è lo scarso tempo libero a disposizione, che si traduce in quell’annoso problema di come gestire al meglio il connubio tra vita professionale e privata.

Eppure basterebbe poco per migliorare: tutto sta nel puntare a valutare le persone in base al merito e ai risultati raggiunti (lo pensa il 96% dei manager e l’88% degli italiani), gestendole per obiettivi (93% e 81%), puntando sulla formazione (93% e 91%) e sulla gestione manageriale (92% e 72%). Per il benessere e la produttività del personale sarebbe invece importante avere un’organizzazione aziendale meno gerarchica e più collaborativa (87% per entrambi) che si traduce in un miglioramento del “Work Life Balance” che permette a manager, segretarie e dipendenti di usufruire di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e personale (85% per entrambi), magari introducendo programmi di welfare aziendale (77% e 81%).

E le segretarie? Come dimostra il loro portale di riferimento, forte di 7mila iscritte, il 70% di loro si dicono soddisfatte del proprio lavoro. In particolare, traggono soddisfazione dal riconoscimento del ruolo (68,8%), dalla retribuzione (63,6%) e dal clima interno all’azienda (60,7%). Ecco però qualche pecca: il 58% chiede più flessibilità nell’orario d’ufficio, il 42,1% di usufruire, almeno in parte, del telelavoro e magari di essere inserite – al pari dei manager – in un programma aziendale di misurazione della produttività in favore di un maggior senso di responsabilizzazione.