Se l?assunzione è un errore costoso

di Teresa Barone

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Se il processo di selezione si rivela inefficace può determinare un costo notevole per l?azienda, compromettendo il business.

Un’assunzione su tre si rivela un pessimo investimento per l’azienda: lo afferma un’indagine promossa da una società di recruiting online e condotta nel Regno Unito, sottolineando come in un caso su tre la scelta di una nuova risorsa da inserire porta più danni che benefici.

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I risvolti di questi fallimenti, tutt’altro che infrequenti, sono molteplici e certamente negativi: secondo l’inchiesta, infatti, i datori di lavoro (spesso attraverso responsabili della selezione o affidandosi a società specializzate nel settore) impiegano l’equivalente di 4,2 milioni di ore ogni anno per valutare i candidati a una posizione in azienda attraverso i colloqui di lavoro.

Lo studio ha riscontrato che il 48% del tempo dedicato alle attività di recruiting viene speso per “intervistare” direttamente i candidati, mentre il 52% si trascorre valutando i Curriculum Vitae e gestendo i rapporti con le agenzie di selezione.

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Considerando come un neo-assunto su tre si riveli inadatto, le ore buttate all’aria annualmente rischiano di compromettere la crescita del business, la produttività delle imprese e la stessa economia nazionale nel suo complesso. 

 

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