Gravidanza e lavoro

di Francesca Vinciarelli

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Le tutele sul lavoro per le future mamma e la gestione della gravidanza in ufficio, ecco cosa sapere.

La famiglia è importante per ogni individuo ma quando ci si prepara a crearla, soprattutto al giorno d’oggi, si fanno dei calcoli e delle ricerca su quello che sarà il lavoro e le eventuali conseguenze.

In aumento le donne manager

Spesso però intorno agli argomenti mamme/lavoro si creano moltissime domande e poche risposte. Sia per la mamma, ma anche per il papà, è importante avere del tempo indispensabile per la crescita del proprio figlio. Il lavoro è però l’altra parte utile per la propria vita e spesso unire entrambre le cose fa paura, ma proprio per questo è fondamentale conoscere tutte le tutele presenti sul lavoro. Prima di tutto la legge protegge la donna in gravidanza e vieta al datore di lavoro di licenziarla dall’inizio della gestazione, fino al compimento di un anno di età del bambino. Dopo di che ci si sposta ad un secondo elemento sempre molto importante, il congedo maternità obbligatorio, nonché il periodo di 5 mesi di obbligo di astensione, due precedenti alla data presunta del parto e tre successivi al lieto evento, ricordante che tale diritto è previsto anche alle madri adottive o affidatarie.

Anche i papà congedo post parto obbligatorio?

Inoltre è presente anche il congedo per malattia del bambino e per allattamento, infatti nel primo anno di vita del bambino, la mamma dipendente può avere diritto al permesso orario giornaliero per l’allattamento, che consiste in due pause giornaliere di 1 ora ciascuna, anche cumulabili in 2 ore in un’unica soluzione giornaliera. Per malattia invece sia la mamma che il papà hanno diritto ad astenersi dal lavoro per accudire il bimbo malato, le tempistiche e le modalità possono variare dal tipo di contratto e malattia del proprio figlio.

Fonte: Shutterstock

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