Lavoro: i Millennials che cambiano

di Chiara Basciano

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Pragmatici ma attenti al lato umano, ecco la trasformazione della nuova generazione.

Le nuove generazioni stanno subendo, ancora, una radicale trasformazione. Il loro ritratto cambia con il loro evolversi, come testimoniato dal recente sondaggio condotto da CornerJob. Intervistando 1,2 milioni di utenti attivi sulla piattaforma di età compresa tra i 18 e i 35 anni, emerge una realtà diversa, in cui la necessità di una maggiore stabilità si fa avanti. Eravamo abituati a vedere i Millennials come la generazione del movimento, abituata a saltare da un’occupazione all’altra in nome della flessibilità. Ma oggi il 72% vorrebbe restare nella stessa azienda per almeno 5 anni, avendo così la possibilità di avere un’indipendenza economica.

Non cambia invece l’approccio alla tecnologia: affascinati dalle potenzialità degli strumenti più innovativi e nativi digitali, considerano il mobile il primo strumento attraverso il quale cercare lavoro (il 77%) e si nutrono degli impulsi rivoluzionari della cultura digitale iper-connessa, in continuo movimento e “always -on”. Il grande interesse nei confronti dell’ambiente di lavoro li rende più attenti al contesto, l’85% degli intervistati, nel progetto professionale, mette al primo posto un buon ambiente di lavoro, che sia fertile e stimolante e in cui le soft skills siano fondamentali.

Dal punto di vista professionale sono molto concreti, guardando al lato pratico e per il 65% l’esperienza aziendale viene messa davanti, come valore, anche al conseguimento di un diploma universitario. Un mix che rende i Millennials una generazione consapevole e attenta ai propri bisogni. Le aziende devono tenerne conto, considerato che entro il 2020 rappresenterà più della metà della forza lavoro a livello globale.