Quattro master italiani nella classifica Ft

di Barbara Weisz

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Prima la business school Escp, che ha una sede a Torino, seguita dal Cems, corso europeo proposto anche in Italia. E poi la Bocconi e il Politecnico

Diciamo subito che la classifica non prende in considerazione le scuole americane. E anche che non riguarda i tradizionali Mba, master in business administration, ma corsi cosidetti “pre-experience”, cioè che vengono frequentati da persone, in genere molto giovani, che non hanno ancora esperienze lavorative.

Ebbene, nella gradutoria, pubblicata oggi dal Financial Times, l’Italia trova diversi spunti di soddisfazione. Innanzitutto, la numero uno, ovvero la business school europea Escp fondata dalla Camera di Commercio di Parigi, ha una delle sue cinque sedi nella Penisola, a Torino (le altre sono la capitale francese, a Londra, a Madrid e a Berlino).

Si aggiudica il secondo posto il Master in International Management del Cems, che è un programma speciale europeo proposto da un network di università in 17 paesi, fra cui l’italiana Bocconi. E così, la Penisola condivide addirittura due dei gradini più alti nel podio. Non solo: fra le 65 business school classificate ci sono altre due italiane, entrambe new entry: il master of Sciences in international management sempre della Bocconi, 33esimo, e quello in Management Engineering del Politecnico di Milano, che è il fanalino di coda.

Continuando con la top ten, la terza nel mondo è la francese Hec. In genere, i cugini d’oltralpe sono i grandi protagonisti di questa graduatoria, con ben 17 corsi selezionati fra i 65 totali. Quarta la svizzera Universitat St.Gallen, seguita da altre due francesi, EM Lyon Business School e Granoble graduate school of business. Finalmente al settimo posto il primo corso britannico, che porta la firma della London School of Economics. Segue una new entry, l’Indian Institute of management Ahmedabad (Iima), quindi un’altra francese, la Essec business school, e infine la spagnola Esade. 

I corsi sono classificati tenendo conto di una serie di parametri, fra i quali ha un ruolo importante lo stipendio che gli ex studenti prendono a tre anni di distanza dal titolo.

Per fare qualche esempio, chi esce dalla Escp in genere tre anni dopo ha un impiego nel 97% dei casi e un salario medio di 65mila900 dollari. Da sottolineare che il corso dura 18 mesi e costa circa 17mila 400 euro. Chi invece ha un master del Cems riceve poco di meno, intorno ai 60mila210 dollari, con un indice di occupazione però più alto, al 99%. Più alti gli stipendi di chi il master l’ha frequentato a Parigi (HEC), pari a 75mila 229 dollari, però il numero di chi dopo tre anni è al lavoro scende all’81%.

Il primato degli stipendi dopo tre anni spetta comunque alla quarta classificata, Universitat St Gallen, che fa pagare 3mila510 franchi svizzeri per 18 mesi. Le altre due italiane? Il master della Bocconi rende 50mila877 euro di stipendio medio dopo tre anni, quello del Politecnico 30mila681 euro all’anno.

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