Google, Page inizia con un manager in meno (Rosenberg)

di Barbara Weisz

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Rosenberg lascia nel giorno in cui il co-fondatore diventa Ceo: non vuole assicurare un impegno di lungo termine. Scriverà un libro con Schmidt

In questo periodo di cambiamenti ai vertici delle aziende, certo non si può dire che le prime ore al comando abbiano risparmiato emozioni a Larry Page. Ieri, primo giorno nel nuovo incarico di Ceo al posto di Eric Schmidt, il co-fondatore di Mountain View ha dovuto fare i conti con le dimissioni eccellenti di un suo top manager, Jonathan Rosenberg, Senior vice president e Product manager dell’azienda. 

Il motivo? Page ha chiesto ai suoi dirigenti di assicurare un impegno di lunga durata, una sorta di patto di fedeltà aziendale, che Rosenberg non si è sentito di assicurare: aveva già precedentemente deciso che avrebbe lasciato nel 2013, anno in cui anche la figlia minore raggiungerà l’età del college.

«Abbiamo cercato di trattenere Jonathan diverse volte, perchè era l’unica persona che potessimo immaginare nel suo ruolo» ha spiegato il neo insediato Ceo, che definisce una fortuna l’aver insistito perchè il manager «ha costruito un team molto affiatato, ha attirato grandi persone che hanno creato ottimi prodotti di cui hanno beneficiato oltre un miliardo di utenti nel mondo». Ha aggiunto l’ormai ex Ceo Eric Schmidt «Jonathan è fenomenale, molto energetico, strategico», è stato «cruciale per il nostro successo negli ultimi nove anni (Rosenberg era in azienda dal 2002, n.d.r.) e io non posso ringraziarlo abbastanza per tutto quello che ha fatto».

Un divorzio consensuale dal quale non traspare nemmeno un’ombra di rancore, dunque. Ma resta il fatto che uno dei top manager fino ad oggi considerati fra i più strategici del gruppo lascia l’incarico. Come spesso accade in questi casi, le interpretazioni si sprecano.

Secondo il Business Insider, che ha fatto lo scoop dando per primo la notizia, è possibile che in fondo Page abbia considerato la posizione di Rosenberg come ridondante. Il nuovo Ceo, scrive il giornale americano, «prevede di concentrarsi sui prodotti e ama lavorare direttamente con il product manager» senza bisogno di intermediari. Fra l’altro, premette il quotidiano, buona parte del lavoro di Rosenberg sotto Schmidt consisteva proprio nel «gestire le interferenze fra product manager e top executives».

Rosenberg, rilasciando un’intervista al San Jose Merury News, insiste invece sulla versione ufficiale: Page ha chiesto un impegno per il lungo periodo, lui non era in grado di assicurarlo.

Probabilmente, per capire cosa sia effettivamente successo bisognerà aspettare un pò di tempo. Importante sarà ad esempio la decisione che l’azienda prenderà sulla sostituzione del manager uscente. Non è infatti chiaro se intenda farlo e se invece la posizione resterà vacante. Comunque sia, Rosenberg resterà ancora per qualche mese, presumibilmente fino a giugno. Poi, fra i suoi piani per il futuro, c’è un libro da scrivere insieme a Eric Schmidt, che ha a sua volta appena lasciato l’incarico di Ceo restando però in azienda come Executive Chairman. L’argomento? Google.