Un vademecum per orientarsi sulla scelta di un master

di Barbara Weisz

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Per scegliere un master è utile informarsi su docenti, offerta formativa, rapporto con le aziende. I consigli della Business School MELIUSform.

Da una parte bisogna sapere valutare con oggettività il proprio percorso formativo, per decidere su quale settore puntare. Quindi, è utile raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sui master presenti sul mercato, analizzando il metodo che propongono, l’approccio formativo, i curricula dei docenti, gli stage, i rapporti con le aziende. Sono i consigli della Business School MELIUSform agli studenti e ai professionisti alle prese con la scelta di un master.

Fra master, corsi executive e Mba, destreggiarsi in un panorama in cui certo non mancano le proposte non è sempre facile, e di fronte alla crescente offerta formativa è utile tenere a mente una serie di consigli.

«I criteri per valutare un master dovrebbero tener conto di tutti gli aspetti dell’organizzazione dello stesso» spiega Marco Astolfi, direttore della Business School MELIUSform. Elementi utili da considerare sono il curriculum dei docenti, le modalità di selezione, le ore di lezione, le aziende partner, le testimonianze degli ex alunni, gli stage che vengono proposti. Tutti aspetti che «dovrebbero essere analizzati e confrontati tra di loro, con un occhio anche ai costi, che senza dubbio possono incidere nella scelta».

MELIUSform propone un vero e proprio vademecum. Innanzitutto è utile valutare la tipologia di frequenza: formula week-end, full time, lezioni frontali, e-learning. La scelta migliore è quella che va incontro alle proprie esigenze, tenendo presente che un master è un impegno di un certo rilievo, che richiede presenza e costanza.

Quindi, bisogna passare all’analisi della metodologia e dell’approccio formativo: «i master migliori – spiega Astolfi – sono quelli che fondamentalmente insegnano a lavorare». E’ importante che la teoria in aula si affianchi alla pratica.

I corsi MELIUSform integrano esercitazioni da svolgere in aula durante le quali viene progressivamente e modularmente costruito un ‘business model’ (in Excel) con applicabilità operativa e professionale.

Da non sottovalutare la struttura organizzativa della scuola o dell’ente promotore del master: non fermarsi all’apparenza di nomi altisonanti, ma valutare la reale caratura professionale dei docenti, attraverso il curriculum e l’esperienza documentata, e di tutto il personale che accompagna lo studente nel percorso di studio (direttori, coordinatori, tutor).

«La faculty di una scuola di formazione efficiente deve essere composta da manager e professionisti di alto profilo – conclude Astolfi -, che fanno della loro passione nella materia la loro vera forza. Approcci creativi, discussioni aperte, riflessioni etiche devono essere alla base dell’insegnamento di quelli che sono gli aspetti più tecnici per poter formare dei profili professionali che siano delle risorse complete ed indispensabili per una azienda».

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