Forbes, trenta promesse dell’innovazione

di Barbara Weisz

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Nella classifica di Forbes sui "30 under 30" ci sono Zuckerberg e Lady Gaga, ma non c'è la parità di genere: le donne sono meno di un terzo.

In una classifica dedicata ai personaggi che hanno raggiunto il successo entro i trent’anni non può mancare Mark Zuckerberg, il 27enne fondatore di Facebook, che fa parte anche di molte altre graduatorie illustri, a partire da quella degli uomini più ricchi del pianeta. C’è anche Lady Gaga, anche lei super famosa e miliardaria. Ma per il resto, la classifica che Forbes dedica ai “30 under 30”, ovvero giovani protagonisti dell‘innovazione che a meno di trent’anni nei rispettivi settori stanno “cambiando il mondo”, presenta tanti nomi che al grande pubblico non sono magari conosciutissimi.

Come Daniela Witten, scienziata che grazie ai suoi studi sul Dna è diventata professoressa universitaria a 26 anni (oggi ne ha 27), alla Washington University. E come Danielle Fong, 24enne cofondatrice di LightSail Energy, azienda della Silicon Valley che si dedica alle energie alternative: una giovane che ha terminato la high school, passando quindi all’università, a 12 anni, e che a 17 ha iniziato il PhD a Princeton, studiando la fusione nucleare, prima di aprire la propria azienda in California.

Come si vede, entrambe sono donne, una circostanza che non deve trarre in inganno, perché evidentemente anche fra le giovani generazioni il successo continua ad essere più frequentemente coniugato al maschile: sono infatti meno di un terzo le rappresentanti del gentil sesso.

Forbes ha scelto 30 giovani under 30 per ognuno dei 12 settori evidentemente considerati più innovativi: arte e design, energia, entertainment, finanza, food, politica, media, musica, mercato immobiliare, scienza, social e mobile, tecnologia. Ogni categoria ha un “vincitore”, un nome messo in evidenza rispetto agli altri. E fra questi 12,  le donne sono tre. Alle due già citate, si aggiunge Jill Donenfeld, che si potrebbe definire la signora del catering statunitense. La sua azienda, The Culinistas, a New York, Los Angeles e Chicago mette a disposizione un team di chef di alta qualità per cucinare piatti personalizzati che durano almeno una settimana: otto ricette costano circa 300 dollari. Un prezzo alto ma che rende il lusso relativamente abbordabile.

Tre donne, dunque, e nove uomini. Questo rapporto di uno a tre si riproduce anche nelle classifiche settoriali, pur con un arrotondamento per difetto (in tutto, ci sono un centinaio di esponenti del gentil sesso su 324 nomi). E, forse un pò a sorpresa, le categorie più maschiliste sono quelle dedicate alle nuove tecnologie: nel settore specifico, dedicato alle tecnologie, ci sono solo due donne su 30, e la quota rosa sale a 4 esponenti nella graduatoria dedicata a social e mobile.

Qui, fra i trenta c’è Mark Zuckerberg, anche se la copertina è dedicata a Kevin Systrom, fondatore e Ceo di Instagram, una piattaforma per convidere foto che ha 15 milioni di utenti. Mentre il numero uno dell’hi-tech è Jeff Hammerbacher, cofondatore di Cloudera, che fra le altre cose iniziò la sua avventura professionale proprio lavorando in Facebook.

Si può segnalare fra i “magnifici 12” anche un figlio d’arte: si chiama Ronan Farrow, ha 24 anni, come il cognome avrà forse suggerito a qualcuno è il figlio di Mia Farrow e di Woody Allen. Il quale, però, non si è dedicato al cinema come gli illustri genitori ma ha scelto la politica: dopo una carriera accademica impeccabile, con laurea a Yale, a incarichi ad esempio all’Unicef, oggi è consigliere per le politiche giovanili del Segretario di Stato Hillary Clinton.

Infine, merita una citazione l’unico settore, fra i 12 considerati, in cui la parità di genere è realtà: ci sono ben 16 donne nel settore dei Media (produttrici, scrittrici, giornaliste, art director), capitanato da Pete Cashmore, 26enne fonatore di Mashable, uno dei siti più frequentati del web, secondo solo all’Huffington Post.