Patrimoniale sui ricchi nel Piano Lavoro dalla Cgil

di Francesca Vinciarelli

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C'è anche la patrimoniale sulle ricchezze nel programma di Susanna Camusso per risollevare l'economia del Paese e l'occupazione.

Sul tema del lavoro la Cgil ha presentato una proposta che permetterà di far crescere l’occupazione del +2,9% in tre anni, portando la disoccupazione al 7% entro il 2015.

Tra le misure da mettere in campo per reperire risorse e raggiungere l’obiettivo di dare il via ad un Piano del Lavoro volto a «creare lavoro per dare futuro e sviluppo al Paese» si punta sulla riforma del sistema fiscale, che include una patrimoniale per chi è più ricco.

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«Pensiamo che la patrimoniale serva nel nostro Paese anche se c’è difficolta a farla» spiega la leader della Cgil, Susanna Camusso.

Focus anche sui grandi evasori fiscali «bisogna cambiare marcia sul tema dell’evasione. C’è la sensazione che la si prenda troppo bassa sui tempi rispetto alle esigenze che abbiamo. Il contrasto all’evasione è necessario perché quei tanti canali che la criminalità organizzata ha trovato per entrare nelle imprese, sono ancora più forti».

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In sostanza i «temi dell’evasione e della patrimoniale non possono essere elusi perché non si affronta il tema della fiscalità. Per due volte si è ridotto cuneo fiscale ed è andato tutto alle imprese e niente al lavoro. Allora c’è una priorità quando si fanno queste scelte», inoltre «la riorganizzazione e il riordino della spesa pubblica non si fanno con tagli lineari e il taglio dell’occupazione», insiste Camusso.

Nel complesso Piano Lavoro della Cgil prevede investimenti nel triennio 2013-2015 per 50-60 miliardi di euro.

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Questi dovrebbero essere reperiti in parte con le maggiori entrate della riforma fiscale e in parte con i tagli applicati ai costi della politica, oltre che dal riordino delle agevolazioni alle imprese, dai fondi europei, dallo scorporo degli investimenti dal patto di stabilità e dai fondi pensione e Cassa depositi e prestiti.

A giovarne sarà ovviamente anche l’economia del Paese, con il PIL che aumenterebbe del +3,1%.

Alla creazione diretta di lavoro sarebberp destinati 15-20 miliardi di euro l’anno; al sostegno dell’occupazione, Riforma del Lavoro e ammortizzatori sociali 5-10 miliardi di euro ogni anno; alla restituzione fiscale per 15-20 miliardi di euro l’anno; al nuovo welfare 10-15 miliardi di euro annui.