Lavoro straordinario

di Francesca Vinciarelli

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Il lavoro straordinario, ecco le regole.

In tempi di crisi spesso si accettano lavori anche al di fuori delle proprie capacità e competenze, ma anche nel caso in cui si riesce a trovare il lavoro giusto si accettano spesso anche lavori straordinari non inerenti.

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In questo caso però il lavoratore può rifiutare, solo però se si tratta di lavoro straordinario nato da una richiesta che non rispetta i doveri di correttezza e buon senso. Prima di tutto il lavoro straordinario è quello che si presta dopo l’orario normale di lavoro, il ricorso al lavoro straordinario è consentito, quando non comporta il superamento dei limiti di durata massima dell’orario di lavoro stabiliti dalla legge e quando avviene nel rispetto della modalità di esecuzione dei limiti stabiliti dai contratti collettivi applicabili.

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Inoltre il ricorso al lavoro straordinario è ammesso anche in casi di ipotesi specifiche, come in eccezioni esigenze tecnico produttive o in caso di forza maggiore in occasione di eventi particolari,  in questi casi il datore di lavoro può chiedere ai dipendenti la prestazione di lavoro straordinario. Nel caso in cui un lavoratore rifiuta senza giustificato motivo commette inadempimento sanzionabile disciplinarmente. Il datore di lavoro non può però applicata una decurtazione alla retribuzione mensile, ma solo una conseguenza sul piano disciplinare. Nel caso in cui un lavoratore vuole sostenere in giudizio la legittimità del suo rifiuto, deve provare la sussistenza di un giustificato motivo.