Abitudini che non aiutano

di Francesca Vinciarelli

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Fallire sul lavoro, ecco le abitudini che danneggiano la propria carriera.

I lavoratori spesso iniziano il proprio percorso lavorativo con le migliori intenzioni, si dedicano con anima e cuore a ciò che stanno facendo. Ma l’intenzione e la buona volontà di certo non dipingono, obbligatoriamente una vita di successi. Possono essere elementi di grande aiuto, ma se affiancati da abitudini sbagliate, il tutto diventa nullo e inutile.

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Il lavoro richiede conoscenza, capacità e consapevolezza, ma è importante anche saper capire i propri sbagli, sapersi buttare in un cambiamento e lasciare, quando è necessario, vecchie e cattive abitudini.

Le regole e gli schemi, se non mirati rischiano ad esempio di far perdere solo delle energie e del tempo prezioso, è importante sapersi orientare verso lavori e impegni concreti, essere sempre impegnati aumenta la produttività, ma l’impegno deve essere reale e mirato. Ed anche se tutto ciò richiedeun lavoro completato nel migliore dei modi, bisogna ricordare che la perfezione non esiste mai, infatti fossilizzarsi su la voglia di essere eccessivamente perfezionisti, rischia di raggiungere soltanto l’effetto contrario. Nonché prefissare obbiettivi impossibili e non raggiungerli mai. Come già preannunciato inizialmente, il lavoro deve ruotare intorno al miglioramento e al cambiamento, cambiare è essenziale per sperimentare cose nuovo, per capire dove si sbagliava o dove era necessario modificare alcuni elementi.

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Ed infine, evitare l’onnipotenza, oltre che spesso è un pensiero solo personale e non comune, porta anche a crearsi una strada e spesso un futuro fittizio, che non portano da nessuna parte, ma al contrario creano false speranze e convizioni.