Un manager diverso

di Francesca Vinciarelli

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Tutto quello che un manager deve possedere per essere il migliore, ieri, oggi e domani.

L’abitudine vuole che l’idea di colui che guida una qualunque azienda è sempre la stessa, una figura che in fin dei conti comanda, giudica e guida senza particolari responsabilità. La realtà non è ovviamente questa è un mondo molto più ampio, il manager ricopre un lavoro  estramamente complesso, ma non solo è anche ricco di impegni e responsabilità.

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Ed anche lo stesso percorso è complesso, preciso e non per tutti, essere manager significa possedere delle qualità e capacità che uniscono la formazione, l’esperienze e il proprio carettere in una cosa sola, se questa unione non da esito posito la carriera del manager non è quella giusta per le proprie abilità. Come detto solo la formazione non fa il manager, sono necessarie molte più caratteristiche e qualità, spesso date semplicemente dalle esperienze di vita o anche dal proprio carattere. Non sempre i manager hanno tutto ciò, spesso alcuni basano la propria carriera sopratutto sulle informazioni e conoscenze acquisite negli anni di studio, altri oltre allo studio puntano più sulla personalità.

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In sostanza la formazione e le capacità personali sono il connubio perfetto che rendono un manager pronto e preparato per qualsiasi lavoro, problematica e situazione. Inoltre non deve mancare la concentrazione e la focalizzazione per un traguardo, anche se ciò significa dispendio di molte energie. Successivamente non devono essere presenti limitazioni, essere inquadrati verso un bersaglio. Ed ancora avere la forza di superare qualsiasi difficoltà senza scoraggiarsi e scoraggiare i propri dipendenti. Ed infine una caratteristica che può essere presente come dote già personale cioé l’ottimismo.

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Tutto questo è quello che almeno oggi serve, diverso da quello che serviva in passato e da quello che servirà in futuro, anche perchè già la stessa figura del manager è cambiata e si è modificata. Ha seguito l’evoluzione del mondo stesso, una processo che accadrà anche in futuro dove il manager lascerà per semrpe l’idea del comando, ma entrerà sempre più in pieno nelle responsabilità e nell’impegno, tutto questo si può sintetizzare nella colpa o merito delle esigenze che si evolvono e aumentano.