Gli indici di Piazza Affari diventano inglesi

di Barbara Weisz

scritto il

A disposizione degli investitori i nuovi indicatori che misurano le performance del mercato azionario di Borsa Italiana. Invariato il paniere dell'S&P/Mib che diventa Ftse Mib

Non cambia praticamente nulla, a parte il nome, per le blue chips, mentre varia la composizione di quasi tutti gli altri indicatori di Piazza Affari. A disposizione degli investitori i nuovi indici azionari Ftse Italia, ulteriore passo avanti nell’integrazione fra la Borsa di Milano e il London Stock Exchange. S&P/Mib, Mibtel, Midex, Allstar sono dunque sostituiti dai nuovi Ftse, calcolati secondo gli standard britannici, considerati fra i migliori a livello internazionale (per chi non lo sapesse, l’acronimo sta per Financial Times Stock Exchange, perchè il Ftse Group, che gestisce gli indici del listino britannico, era in origine una joint venture con il prestigioso quotidiano). Rappresenteranno le performances dei titoli dei mercati MTA (mercato telematico azionario) ed Expandi (che nel ’94 ha preso il posto del Mercato Ristretto, dove sono quotate imprese che non hanno le dimensioni per accedere al listino principale).

Le caratteristiche fondamentali, comunica Borsa Italiana, sono «un filtro per la liquidità, un livello minimo di flottante e l’inclusione di una sola tipologia di azione per società». L’S&P/MIB, che comprende i 40 titoli a maggior capitalizzazione, viene sostituito dal Ftse Mib, calcolato nello stesso modo del suo predecessore. Sparisce il Mibtel, al posto del quale arriva il Ftse Italia All Share, che comprende 275 titoli, rispetto ai 250 del precedente. Addio anche al Midex, che lascia spazio al nuovo Ftse Italia Mid Cap, con 60 titoli dai 30 precedenti. Ci sono poi due novità: il Ftse Italia small cap, che misura l’andamento di 150 emittenti, e il Ftse Italia micro cap, con 25 titoli che non soddisfano i criteri di liquidità, con una capitalizzazione inferiore all’azione più piccola contenuta nell’indice FTSE MIB. Questi ultimi due indici in pratica comprendono azioni che prima erano rappresentate soltanto nel Mibtel.

In termini di capitalizzazione, le 40 blue chips continuano a rappresentare il 79% del mercato, le mid cap saranno il 21%, le small il 4% e le micro l’1%. Non cambia nulla per il segmento Star, il cui omonimo indice diventa Ftse Italia Stars, con 75 azioni. Il Mib storico diventa FTSE Italia Mib Storico, calcolato con i prezzi ufficiali della giornata al termine della sessione diurna, sullo stesso paniere del FTSE Italia All Share, utilizzando per ogni azione il prezzo ufficiale (prezzo medio ponderato per le quantità scambiate).

Gli indici settoriali Mib sono sostituiti dai nuovi FTSE Italia settoriali, 66 in tutto, creati ripartendo le azioni del paniere all share secondo gli standard internazionali ICB (Industry Classification Benchmark). Non sono più calcolati Mib30, Mex, Mib R, Mib rnc e gli indici after hours. Successivamente sarà introdotto anche un indice FTSE Italia Aim, relativo al mercato exchange regulated (regolamentato dalla stessa borsa) dedicato alle piccole e medie imprese.

Quanto alle caratteristiche, è applicata una regola legata alla nazionalità per cui le azioni estere non potranno essere inserite negli indici, ad eccezione del FTSE MIB e del FTSE Italia All Share. Borsa Italiana sottolinea che «la nuova segmentazione del listino è stata progettata sulla base della best practice di settore» e «rappresenta una base trasparente e standardizzata per gli investitori per stimare, misurare ed accedere al mercato azionario».

I Video di PMI

Legge 104: agevolazioni per disabili e familiari