Dinamiche virtuose del cost control

di Filadelfo Scamporrino

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Non mancano gli "imprenditori riluttanti" che pensano di tralasciare di investire nell'implementazione di un efficace sistema di controllo dei costi; ma per la vita e la sopravvivenza dell'impresa potrebbe trattarsi di un errore fatale

I profitti aziendali non sempre aumentano o possono aumentare in scia ad un incremento degli ordinativi e, quindi, del giro d’affari; nei periodi di congiuntura sfavorevole, magari solo di brevissimo periodo e legati a fattori puramente stagionali, l’impresa a fronte di un volume dei ricavi in calo può mantenere lo stesso livello dei profitti, o addirittura incrementarli, adottando delle dinamiche virtuose di controllo dei costi.

Innanzi tutto l’impresa, ed in particolar modo il titolare, deve chiedersi in base a quale criterio fissa il livello sia degli investimenti, sia dei prezzi di vendita dei beni e dei servizi prodotti; a lungo andare, infatti, un’impresa che non adotta un sistema di gestione interna del controllo dei costi rischia seriamente di mettere in pericolo la continuità aziendale. Non mancano infatti gli “imprenditori riluttanti” che pensano di tralasciare di investire nell’implementazione, spesso comunque onerosa, di un efficace sistema di controllo dei costi, e magari fissare i prezzi dei beni e dei servizi guardando solo ai competitor.

Invece, il controllo dei costi è essenziale per l’imprenditore e per l’impresa al fine di prendere decisioni che non solo siano più precise, ma anche più rapide e più profittevoli. Tutto questo per dire che chi vuole fare impresa non può mai permettersi, ed ancor più al giorno d’oggi, di pensare di poter controllare i costi basandosi solamente sui dati della contabilità generale, ovverosia sul dato di fatturato, sui costi fissi e su quelli variabili. In tal caso, infatti, l’assenza di un controllo di gestione rende difficile anche capire come in un periodo fiscale l’azienda sia riuscita a conseguire un utile oppure a riportare delle perdite.

Le dinamiche virtuose del controllo dei costi garantiscono invece efficienza, rapidità di esecuzione, capacità di rilevare ma anche prevedere situazioni e fatti che possano incidere sulle variabili d’impresa. Il sistema di gestione e di controllo dei costi deve essere in grado, ancor prima di “aggredire” il mercato, di mappare l’organizzazione dell’azienda, posizionarla sul mercato rispetto alla concorrenza, individuarne l’ambiente in funzione dei mercati in cui opera e monitorare le esigenze dei potenziali clienti; dopodiché dinamicamente, nel tempo, il sistema di controllo e di gestione dei costi deve essere in grado di fornire dati e previsioni tali da poter intervenire sia per l’impresa dal suo interno, con una rimodulazione dei fattori di produzione, delle risorse umane, etc., sia verso l’esterno ad esempio rivedendo la politica commerciale, pianificando il lancio di nuovi prodotti o semplicemente rafforzando la propria posizione in un’area geografica rispetto ad un’altra.

Pur tuttavia, il dato inquietante, specie nelle realtà imprenditoriali piccole, ma con grandi potenzialità, è quello che in assenza di un sistema di gestione e controllo dei costi non è dato sapere come i costi possano incidere sul prezzo finale dei prodotti, quali siano i reali costi di produzione, e come si possa calcolare il punto di “break even”. In altre parole la PMI innovativa, che magari ha un brevetto innovativo, non può assolutamente trincerarsi dietro una tale posizione di vantaggio sul mercato pensando che gli utili nascano e crescano da soli; senza un controllo di gestione, infatti, si rischia alla lunga di dover vendere il brevetto per ripianare le perdite. Ed a quel punto l’avventura ed i sogni di gloria sono finiti!

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