India, Fiat ridefinisce accordo col costruttore auto Tata

di Roberto Rais

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Cambiano i termini della jv tra Fiat e Tata: la distribuzione di auto e le attività commerciali in India saranno fatte da una società del Lingotto.

 

Ristrutturazione indiana in vista per Fiat. La società torinese, al fine di poter riorganizzare ulteriormente le proprie attività congiunte con il costruttore auto locale Tata, ha concordato il trasferimento dell’attività gestione del business commerciale e di distribuzione relative al marchio Fiat a una nuova società, indipendente, che rimarrà di proprietà della compagnia guidata dall’amministratore delegato Sergio Marchionne.

L’interpretazione del comportamento di Fiat non è semplice: se da una parte si parla apertamente di “ridefinizione” della joint venture (creata nell’ormai lontano 2006) d’altra parte c’è chi parla apertamente di una sorta di divorzio, o quanto meno di un cambio di rotta rispetto a quanto era stato intentato tra la società torinese e quella del subcontinente.

Tata Motors, infatti, non gestirà più le attività commerciali e di distribuzioni del brand Fiat all’interno dei propri confini di competenza: le responsabilità saranno infatti trasferite in una società indipendente che rimarrà di proprietà italiana.

Parlare di rottura o di divorzio è tuttavia errato, poiché – effettivamente – si tratta di una riorganizzazione che punta a riequilibrare alcune forze in campo. A conferma di ciò, la permanenza delle attività produttive comuni, che rimarranno invariate e non rientreranno nell’accordo. La società costituita nel 2006 tra Fiat e Tata si occupa, ad esempio, anche della fase produttiva in un invidiabile impianto nel Maharashtra, grazie al quale la società è riuscita a spuntare la sottoscrizione di un significativo contratto per la fortnirua di motori diesel Sde alla Maruti Suzuki. Dal 2006 ad oggi, la joint venture tra Tata e Fiat ha già prodotto 190 mila vetture e oltre 330 mila motori, e continuerà ancora nel medio termine a fornire elementi e veicoli alle due parti fondatrici.

Per quanto riguarda invece le reti di concessionari in India, il marchio Fiat continuerà a poggiare sul network Tata, composto da 178 rivenditori affiliati con la società torinese, presenti in 129 città. Fiat creerà nel contempo la già ricordata società indipendente, alla quale trasferire la responsabilità di tutte le attività commerciali e di assistenza al marchio, sottraendole di fatto dalla sostanziale esternalizzazione a Tata.

Il passaggio delle competenze tra le due società, sottolinea la società piemontese in una nota, sarà comunque “graduale”, con l’obiettivo di “garantire gli abituali servizi alla rete e ai clienti”.

Intanto, per quanto concerne il mercato italiano, Fiat ha affermato che il risultato ottenuto dalla società nel corso del mese di aprile, per l’ambito nazionale, sarebbe “sensibilmente migliore rispetto a quello del mercato”. Un’affermazione che assumerebbe maggior risalto dalla dichiarazione successiva, che punta a sottolineare come quello appena trascorso sia stato “il peggior aprile dal 1983 per le vendite di auto”.

Nel quarto mese del 2012 Fiat ha immatricolato più di 28 mila vetture, con una quota del 21,8% del mercato nazionale, in crescita di 1,4 punti percentuali su base annua, e di 3,8 punti percentuali su base mensile.