La raffineria Eni diventa bio

di Carlo Lavalle

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In partenza il progetto Green Refinery che porterà l'impianto di raffinazione di Porto Marghera a produrre biocarburante «made in Eni».

Eni investirà 100 milioni di euro per trasformare un impianto di raffinazione a Porto Marghera in una bio-raffineria che produrrà bio-carburanti innovativi e di alta qualità.

Si tratta del primo caso al mondo – come riporta una nota di stampa – di riconversione ecologica per una struttura convenzionale di questo tipo realizzato con tecnologia ecofining, sviluppata e brevettata dalla stessa società italiana. Il progetto Green Refinery è stato presentato dai vertici dell’azienda in un incontro organizzato con istituzioni e sindacati nei giorni scorsi.

L’inizio delle attività di conversione è previsto entro il mese di giugno 2013 completando questa fase entro lo stesso anno. Fino a quel momento la raffineria continuerà a produrre secondo le modalità tradizionali. In un secondo stadio si comincerà la produzione di biocarburanti a partire dal mese di gennaio 2014 contando di essere a pieno regime nel 2016.

Il nuovo impianto permetterà di mantenere sul sito di Venezia un’attività industriale economicamente sostenibile a lungo termine e a basso impatto ambientale. Secondo le stime effettuate la nuova raffineria dovrebbe contribuire a ridurre le emissioni in atmosfera in una percentuale tra il 30 e il 40%. Cifre che dovrebbero rendere più facile e rapida la concessione delle autorizzazioni da parte del ministero dell’Ambiente. “Contiamo di avere tutti gli ok entro metà 2013», spiega Angelo Fanelli, direttore generale di Eni Refining & Marketing.

Eni ha fornito assicurazioni anche sotto il profilo occupazionale. Il confronto con le rappresentanze sindacali – dichiara Andrea Percivalle, direttore Risorse umane – ha consentito di assorbire un numero “non inferiore a 215 unità nel 2014, e a regime, nel 2016, non meno di 180. Per gli altri non ci sarà il ricorso a cassa integrazione o licenziamenti: troveremo una soluzione per tutti”.