Alcoa, Glencore chiede energia “low cost”

di Andrea Barbieri Carones

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Per rilevare lo stabilimento alcoa di Portovesme, l'azienda svizzera Glencore chiede di pagare l'energia non più di 25 euro Mwh, contro i 35 odierni.

Sulla vicenda della vendita (o della chiusura) dell’Alcoa di Portovesme è ritornata l’azienda svizzera Glencore, che alcuni giorni fa aveva comunicato al governo e al management dello stabilmento sardo di voler prenedrsi un po’ di tempo per valutare la maniera più opportuna per rilevare il sito dove si produce alluminio.

Elemento chiave per un “ok” era il prezzo dell’energia che avrebbe dovuto pagare in loco. Ebbene: i vertici elvetici hanno reso noto al sottosegretario Claudio De Vincenti e al governatore della Sardegna, Cappellacci, di esser disponibili a effettuare l’acquisto qualora il prezzo dell’elettricità non superi i 25 euro a megawattora, prezzo bloccato per i prossimi 10 anni.

Una cifra che è distante dai 35-40 euro proposti dall’esecutivo (“assolutamente in linea con la normativa europea, che è vicina ai 40 euro a megawatt ora” aveta detto De Vincenti), che da mesi sta cercando una soluzione per evitare la chiusura dell’impianto, con gravi ripercussioni occupazionali in una zona del Paese già fortemente afflitta da questo problema.

Tale notizia ha destato un po’ di apprensione sia nelle maestranze sia nei sindacati, perché è evidente che tale disparità di prezzo tra domanda e offerta potrebbe mettere a repentaglio la trattativa e portare alla definitiva chiusura dello stabilimento di Portovesme.

Oltre a Glencore, ci sono altre 3 aziende che hanno manifestato interesse per rilevare la Alcoa: la prima è la svizzera Klesch, la seconda è la torinese KiteGen Research e la terza è un gruppo cinese di cui non è stato reso noto il nome. Particolare attenzione aveva suscitato la proposta della società italiana attiva nell’energia del vento che si era detta disponibile ad alimentare lo stabilimento attraverso l’installazione di pale eoliche, sostenendo che l’investimento si sarebbe potuto ripagare in 2 anni.