Richemont chiude semestre fiscale con utili + 52%

di Roberto Rais

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Fatturato in crescita per la società di Ginevra specializzata nella vendita di orologi di altissima gamma e pregio

Il mondo del lusso sembra confermare una migliore tenuta all’impatto devastante dell’attuale ondata di crisi economico finanziaria. Il gruppo svizzero Richemont, specializzato nella vendita di orologi di altissima gamma e pregio (nel portafoglio brand spiccano marchi come Cartier, Vacheron Constantin, Jaeger Le Coultre e Piaget) ha infatti chiuso il semestre fiscale con un incremento degli utili pari a 52 punti percentuali.

La società di Ginevra ha infatti condotto il profitto netto a quota 1,08 miliardo di euro. Merito – si legge in un comunicato della società – della “buona tenuta delle vendite in Europa, grazie soprattutto agli acquisti effettuati dai turisti asiatici”, vero e proprio business crescente per le attività del gruppo. La Cina d’altronde è ben in grado di rappresentare la vera locomotiva dei consumi del lusso, con incrementi delle vendite pari a oltre il 20 per cento. Una capacità di spesa che proviene dall’Oriente e si dipana nel resto dei Continenti, fino a giungere nelle casse della società elvetica, che ha all’attivo pezzi particolarmente pregiati, dal costo superiore ai 200 mila dollari.

In maggior dettaglio – prosegue la nota societaria – le vendite sono cresciute del 23 per cento in Europa, del 22 per cento nell’area Asia – Pacifico, del 16 per cento in America e del 18 per cento in Giappone. “La crescita continua in tutte le regioni, ma più lenta, con i cinesi che continuano a consumare, ma con un ritmo decisamente inferiore” – ha affermato Richard Lepeu, futuro codirettore generale insieme a Bernard Fornas. Lepeu sostituirà Johann Rupert, che ha ricoperto il doppio incarico di presidente e direttore generale del gruppo dal 2010.

Per quanto concerne le altre righe di conto economico e gli altri dati finanziari, si segnala un incremento del giro d’affari del 29 per cento nel semestre, e un aumento dei ricavi del 37 per cento, con generazione di altri 800 posti di lavoro.