Il collasso del mattone

di Chiara Basciano

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La fotografia degli investimenti italiani: pochi rischi ma qualche risparmio in più

Il vecchio sogno di possedere diverse case e vivere amministrandole va in fumo, è questo il responso dell’indagine svolta dall’Ipsos, che ha fotografato la situazione dei risparmiatori italiani.

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Nella difficoltà di mettere da parte i risparmi, infatti, l’amore per il mattone è diventato secondario, passando dal 70% del 2006 all’attuale 29%. La causa principale del crollo è dovuta alla difficoltà di ottenere un mutuo, facendo così preferire investimenti ritenuti più facili e sicuri.

In primis i libretti di risparmio, cresciuti del 25% rispetto all’anno scorso. In leggero aumento anche i possessori di fondi comuni, mentre rimane stabile la percentuale di chi investe in conto deposito e obbligazioni.

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In calo invece gli investimenti nei titoli di Stato. In generale un segnale positivo, anche se minimo, deriva dall’aumento della percentuale degli italiani che riesce a mettere da parte liquidità, passando dal 28% del 2012 al 29% del 2013. Il saldo negativo delle famiglie italiane infatti cala dal 31% al 30%.

Come sempre si segnala una netta disparità tra Nord e Sud. Se al Nord infatti ancora sono presenti investimenti considerati più rischiosi, come gli Strumenti Derivati, al Sud, invece crolla nettamente il mattone, in favore del risparmio postale.