Tempo di vegan economy

di Chiara Basciano

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Boom vegan: momento perfetto per investire in uno stile di vita cruelty free.

Cresce sempre più l’interesse nei confronti di uno stile di vita cruelty free, che non significa solo non consumare cibi animali e derivati da essi ma porta a reimpostare il proprio modo di vivere, stando attenti ad ogni aspetto del quotidiano.

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La tendenza trova particolare favore in Italia, con percentuali di vegani che continuano a crescere, basti pensare che l’Italia è seconda solo dopo l’India. Per questo si sta sviluppando una cosiddetta vegan economy, campo interessante per chi vuole lanciarsi in nuovi investimenti.

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Secondo l’indagine presentata da Gfk-Eurisko in collaborazione con l’azienda Tre Valli e l’Associazione vegani italiani onlus e Vegan Ok Network, le persone in Italia tra i 18 e i 64 anni che per motivi etici o salutistici hanno scelto questo regime dietetico sono quasi un milione e 150mila, vale a dire il 3%. Per capire su chi investire è utile sapere che il vegano medio viene dal Nord-Ovest, abita in città e occupa posizioni dirigenziali. La maggior parte sono donne (58%) tra i 45 e i 54 anni (28%) e tanti hanno una laurea (17%).

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Il settore appare ricco di opportunità eppure non ci si possono permettere scorciatoie, passione e coerenza devono far parte del modo di pensare dell’investitore, oppure la gogna è assicurata, perché, si sa, il vegan medio è molto attento alle mistificazioni e alle speculazioni. Naturalmente alimentazione, ma anche cosmesi, abbigliamento e arredamento, tutti settori che promettono un buon ritorno economico. Se poi invece non si decide di diventare vegcoach, come Roberta Bartocci, biologa nutrizionista, che segue chi vuole intraprendere la strada cruelty free ma non sa da dove iniziare, sia che si tratti di singole persone che di aziende.

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