Twitter: i follower? Basta acquistarli

di Tullio Matteo Fanti

scritto il

L'imprenditore digitale Marco Camisani riporta l'attenzione su follower Twitter e fan Facebook fasulli che spesso popolano le pagine sociali delle aziende, acquistati per pochi dollari online ma con conseguenze da non sottovalutare.

Le aziende che cinguettano su Twitter si possono distinguere dal numero di follower; più sono è più l’immagine dell’azienda ne guadagna. Tuttavia, il numero di “seguaci” può essere ingannevole, poiché è fin troppo facile acquistare sul web imponenti pacchetti di profili; un’abitudine diffusa e dalle conseguenze assai pesanti.

Hanno suscitato scalpore le dichiarazioni di Marco Camisani Calzolari: «ho comprato, e ottenuto sul mio profilo 50.000 followers su Twitter (@marcocc) per $20 su seoclerks.com».

Le parole di Camisani Calzolari portano alla luce un fenomeno per nulla nuovo, ma che merita di essere preso in seria considerazione dalle imprese che hanno deciso di adottare tale tecnica o che intendono perseguirla in un prossimo futuro.

Innanzitutto, è possibile acquistare online  follower Twitter, accedendo a portali quali Letusfollow.com o Growfollowers.com. E’ così possibile adottare finti profili, creati automaticamente da un bot, oppure utilizzare profili veri ottenuti da appositi portali che propongono l’affiliazione come moneta di scambio, come ad esempio Seoclerks.com.

Con un prezzo normalmente inferiore ai 30 dollari per pacchetti da 50mila follower o 6mila “Mi Piace” su Facebook, è molto difficile resistere alle tentazione quando si portano avanti le proprie campagne di marketing.

Tuttavia, come ricorda Camisani Calzolari, «è tempo di cambiare le cose», poiché numerose aziende mostrano numeri falsi per una semplice questione di immagine, senza creare vero consenso e ritorno da parte di che le segue e contribuendo ad incrementare in modo fittizio la popolazione dei social network.

Un’azienda con decine di migliaia di follower può apparire “vincente”, ma ai tratta solamente di una facciata, destinata a cadere sotto il peso del ridotto coinvolgimento da parte degli utenti (fasulli), dalla scarsa attività dei follower (acquistati) o dei fan.

Le aziende, insomma, «non possono continuare a pensare che fan e like siano tutti veri, così come molte company di Internet PR devono iniziare a vendere meno fuffa…»; in ballo c’è la credibilità dell’intero sistema.