Web Advertising: tanti navigatori ma pochi investitori in Italia

di Noemi Ricci

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Cresce la percentuale di navigatori online in Italia, ma non abbastanza da colmare il gap con gli altri Paesi Europei. La situazione rimarrà pressocchè invariata per i prossimi 4 anni, colpa dei pochi investimenti in pubblicità web

Italia ancora indietro in quanto a sviluppo di Internet rispetto al resto d’Europa: è quanto emerge dall’ultima analisi della società di ricerche eMarketer. Ma il rapporto va oltre: la situazione rimarrà invariata almeno per quattro anni , durante i quali il Paese pagherà lo scotto economico del ritardo per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari online, una delle principali risorse del Web.

In termini numerici, tuttavia, sono 26,4 milioni gli utenti che connessi in Rete nel 2009, e che piazzano l’Italia tra le prime 15 nazioni al mondo in questa particolare classifica per numero di navigatori online.

Per il 2013 si stima che gli italiani collegati ad Internet saranno 30,3 milioni, raggiungendo un livello di penetrazione comunque più basso rispetto ad altri Paesi europei.

Una delle motivazioni di tale divario risiederebbe in un circolo vizioso che vede ancora poche compagnie italiane ad investire in pubblicità sul Web, ritenendo che vi sia ancora un numero relativamente grande di consumatori italiani che resta offline.

Quindi, nonostante i dati di Nielsen Media registrino una crescita della pubblicità in Internet pari al 3,5% contro un 18,2% complessivo nel primo trimestre 2009, e nonostante il 60% degli inserzionisti italiani ritenga il Web fattore determinante nel marketing mix (contro una media europea del 47%, secondo i dati European Interactive Advertising Association), nella pratica poi preferiscono investire nei canali tradizionali, TV e Stampa.

Secondo il gruppo di media investment GroupM, nel 2009 in Italia si spenderanno 730 milioni di euro per la pubblicità online, contro i 630 milioni del 2008 (+14,9%) ma questo costituirà solo il 7,5% degli investimenti pubblicitari complessivi.

Le speranze per il futuro sono riposte nei “giovani“: così come sono i giovani a fare maggiore uso di internet, così sono gli inserzionisti legati a giovani marchi, banche, studi cinematografici, bevande high-end e produttori di veicoli i più desiderosi di trovare un pubblico devoto su Internet.

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