Motorola vuole “spiare” chi usa sms e chiamate

di Claudio Mastroianni

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È questa la tecnologia allo studio della compagnia americana, per raccogliere dati da rivendere alle aziende interessate al mobile advertising. Ma partono le critiche...

“Spiare” le conversazioni di milioni di cittadini, per capire i bisogni e i desideri di tanti potenziali acquirenti? È il sogno di ogni addetto al marketing e di ogni azienda in cerca di nuovi clienti.

E ora potrebbe diventare realtà, grazie a una tecnologia in corso di sperimentazione da parte di Motorola e altre aziende telefoniche. Un sistema che permetterà di controllare il contenuto dei messaggi di testo inviati dai telefonini degli utenti e di estrapolare informazioni sulla loro provenienza e sui propri bisogni.

Lo scopo? Raccogliere dati da passare alle agenzie di marketing interessate al mobile advertising, in modo da poter creare messaggi mirati e quindi più efficaci. «Immaginate se una persona sta per andare a cena fuori, oppure se è interessato allo shopping e sta cercando uno specifico negozio» ha dichiarato il Chief Marketing Officer.

Un tesoro prezioso per i responsabili della promozione di ogni azienda. Ma c’è già chi teme un possibile rischio per la privacy, nonostante Motorola abbia specificato che questa possibile attività di “spionaggio” avverrà solo dietro esplicita accettazione del singolo utente.

Secondo vari gruppi di pressione per la difesa della privacy, infatti, «le compagnie telefoniche possono anche parlare di esplicita accettazione per chi accetta di essere controllato e di incentivi per chi accetterà di farlo, ma a conti fatti è come se fosse chi non accetta ad essere penalizzato».

Ma questi timori non sembrano fermare le ricerche e le sperimentazioni. E già si parla di estendere questa tecnologia oltre i semplici SMS, guardando alle conversazioni vocali.