Riforma del Catasto: rendite immobiliari scontate

di Barbara Weisz

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Riforma Catasto attesa in CdM per il 20 febbraio: ecco il meccanismo per avvicinare le rendite catastali al valore di mercato, differenziato per immobili d'impresa del gruppo D.

La Riforma Catasto è uno dei capisaldi della delega fiscale, che sta per essere portata a compimento, tra i principali effetti quello di avvicinare le rendite catastali degli immobili, di privati e imprese, ai prezzi di mercato: si parla di una possibile approvazione del decreto attuativo nel prossimo Consiglio dei Ministri del 20 febbraio. Di tratta di un decreto attuativo di una delega che dopo il via libera del Governo deve tornare in Parlamento per i necessari pareri, i quali dovranno poi arrivare in 30 giorni. L’iter è dunque alla fine, la Riforma Catasto potrebbe essere legge intorno a metà aprile.

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Valori catastali

Il punto centrale sono i criteri in base ai quali verranno ridefiniti i valori catastali. Alcune indicazioni sono già contenute nella delega fiscale:

  • si calcolano i metri quadri e non più il numero di vani;
  • si valorizzano meglio la posizione dell’immobile e le sue caratteristiche.

Il meccanismo che il Governo sta mettendo a punto, al centro anche del dibattito e confronto con le Associazioni di categoria, è il seguente: per gli immobili di categoria A, B e C (abitazioni, uffici, negozi, laboratori) verrà identificato un valore di mercato al metro quadro, al quale poi si applicano dei coefficienti che tengono conto di caratteristiche precise, stabilite dalle commissioni censuarie (posizione, piano, anno di costruzione, presenza di scale o ascensori, strutture).  Il risultato di questa prima  operazione (effettuata su un numero campione di immobili per ogni singola categoria) è il valore catastale al metro quadro, che viene poi moltiplicato per le dimensioni dell’immobile. Alla fine, si applicherà una riduzione del 30%, per correggere la sovrastima che in genere deriva dai calcoli statistici. Criterio diverso, invece, per immobili d’impresa appartenenti al gruppo catastale D, come i capannoni: qui verrà fatta una stima diretta.

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Il procedimento prevede che siano i Comuni, i proprietari, e i professionisti a collaborare con i tecnici delle Entrate per fornire dati sugli immobili, planimetrie, valori di mercato applicati. È questa la fase che inizierà da subito, a decreto approvato. In generale, l’Esecutivo a più riprese ha rassicurato i proprietari sul fatto che non aumenteranno le tasse sugli immobili. Certo, la Riforma Catasto è destinata a cambiare, per l’ennesima volta, i calcoli TASI e IMU.

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