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SISTRI: Berlusconi ne fermi l’entrata in vigore

di Noemi Ricci

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Incontro urgente per rimandare Sistri: è la richiesta delle imprese contenuta in una lettera aperta e congiunta inviata Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative e Confapi a Berlusconi.

Tutti contro il SISTRI: i presidenti di Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative e Confapi hanno inviato una lettera a Silvio Berlusconi (per conoscenza al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo), perché fermi l’entrata in vigore prevista per il 1° giugno del sistema per la tracciabilità dei rifiuti. Dopo il flop del Click Day si rende evidente la necessità di rivedere la piattaforma.

«Occorre riconoscere che il sistema nel suo insieme non è sufficientemente collaudato per poter essere utilizzato». Si chiede pertanto al premier Berlusconi un incontro urgente con le imprese per ripensare il sistema.

Ad rischio, denunciano le imprese, è l’operatività di 360mila aziende, preoccupate per malfunzionamento e onerosità delle nuove procedure informatiche.

A contestare il nuovo sistema c’è in prima fila la Cisl, ma anche Confindustria: «nel gennaio 2009, fu presentato il progetto SISTRI, Cisl e Confindustria chiesero una dilazione nel tempo, con una gradualità riferita alle dimensioni delle imprese». Un consiglio scambiato «per ostruzione. Ora si rinnova l’invito al ministro Prestigiacomo «ad avvalersi dei suggerimenti delle parti economiche e sociali».

Il senatore Gianpaolo Vallardi (Lega Nord) propone di riprendere il disegno di legge che proroga l’entrata in vigore del sistema, per prorogare al 2012 l’entrata in vigore del nuovo sistema.

Sulla stessa linea di pensiero Fai Roma, che ha dato il via ad una raccolta di firme per «procedere in sede giudiziale e ottenere il risarcimento dei danni subiti dalle imprese, che da due anni contribuiscono economicamente con centinaia di milioni di euro ad un sistema che alla prova dei fatti è risultato essere assolutamente fallimentare, nonché per valutare la possibilità di presentare un ricorso al Tar del Lazio, per la richiesta di l’annullamento del nuovo Testo Unico Sistri (D.M. 18 febbraio 2011), visti i numerosi profili di illegittimità rispetto alla tutela della libera concorrenza, della privacy, eccetera».

Protesta che sarà oggetto della manifestazione indetta sotto la sede del Ministero dell’Ambiente programmata per mercoledì 25 maggio alle 10.

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