Riforma Processo Civile: il nuovo tribunale per imprese

di Noemi Ricci

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La Riforma del Processo Civile prende corpo: ecco cosa cambia per le imprese con l'ampliamento dei poteri del Tribunale ad hoc.

Prende forma la Riforma del Processo Civile: la Commissione ministeriale sotto la guida del presidente di sezione della Corte di Cassazione, Giuseppe Berruti, ha predisposto in questi giorni lo schema di legge delega, diramandolo al Consiglio dei Ministri per la sua adozione. Tra i punti chiave della Riforma spicca la nuova formulazione degli ambiti di competenza del Tribunale delle imprese.

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Tribunale Imprese

Nella Riforma del Processo Civile, dunque, trova posto il tanto atteso potenziamento del Tribunale delle imprese, il cui scopo sarà principalmente quello di occuparsi di:

  • mercato;
  • controversie in materia di concorrenza sleale;
  • pubblicità ingannevole;
  • tutela dei consumatori
  • patti strumentali ad accordi di collaborazione fra società nel campo della produzione e scambio di beni o servizi;
  • controversie in materia di appalti pubblici.

Con il Tribunale delle imprese, in pratica, verranno ampliati i poteri e le competenze delle attuali sezioni specializzate in materia di impresa previste dal decreto 168/2003 e dalla legge 27/2012. Vengono pertanto estese le sue competenze, per coprire ambiti strategici per la competitività del sistema imprenditoriale: dalla concorrenza sleale alla class action.

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Riforma Giustizia e Processo Civile

La Riforma del Processo Civile dovrà essere completata entro 18 mesi, emanando uno o più decreti delegati proposti dal ministro della Giustizia, sentite le Commissioni parlamentari, e tenendo sempre saldi i due obiettivi primari dell’intera revisione del processo civile: “comprensibilità” e “speditezza” dei processi. Tra gli altri punti della riforma segnaliamo anche il Tribunale della famiglia e della persona, la razionalizzazione delle leggi speciali e il potenziamento dell’Arbitrato.  Lo scopo primario della Riforma della Giustizia Civile, lo ricordiamo, è quello di accelerare i tempi e smaltire i 5 milioni di processi arretrati che si registrano in Italia, anche attraverso forme stragiudiziali che evitino di andare davanti al giudice. Obiettivo, definire entro l’anno fino a 2 milioni di cause pendenti.

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