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Energia: semplificazioni per Pmi

di Noemi Ricci

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Il Governo si è formalmente impegnato a riordinare il quadro normativo sulle energie rinnovabili. Tra le questioni centrali, le misure per agevolare gli investimenti da parte delle Pmi

Firmata lunedì dal vicepresidente della X Commissione della Camera, Raffaello Vignali, la risoluzione che impegna il Governo a mettere ordine nel quadro normativo inerente le energie rinnovabili, un nodo centrale anche nella politica internazionale, come testimoniato dalle proposte del Commissario europeo per l’Industria Antonio Tajani.

La necessità di un nuovo impianto normativo per la promozione e l’uso delle energie rinnovabili e della cogenerazione è fondamentale anche per lo sviluppo economico delle imprese.

Sono altresì indispensabili politiche che aumentino il ricorso alle fonti rinnovabili nel settore energetico e, inoltre, bisogna semplificare a livello normativo e amministrativo, soprattutto considerando la natura di Pmi delle imprese del settore delle energie rinnovabili e della cogenerazione.

Tra le fonti rinnovabili, la risoluzione individua la biomassa come fonte rinnovabile in grado di assicurare una “fornitura costante e ininterrotta di elettricità“, nonostante essa costituisca solo il 5,1% dell’attuale fornitura di energia.

Ben il 36,7% proviene invece dal petrolio, il 24% dal gas, il 17,8% dal carbone e altri combustibili solidi, il 14,2% dall’energia nucleare, l’1,5% dall’energia idroelettrica e lo 0,8% dall’energia geotermica/solare/eolica.

Gli obiettivi che l’Unione europea si è prefissata per il 2020 sono: ridurre i gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990, aumentare l’efficienza energetica del 20%, incrementare il peso delle energie rinnovabili fino al 20% e sostituire il 10% dell’attuale consumo di carburanti per veicoli con biocombustibili.