Condono edilizio in Italia: ddl in Senato

di Francesca Vinciarelli

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Presentati in Senato tre disegni di legge che ripropongono in Italia l'ipotesi di un condono edilizio, lo stop alle demolizioni degli edifici abusivi partirebbe dalla Campania ma si tratterebbe di un condono nazionale: le ragioni dei favorevoli e dei contrari.

In Senato sono approdati tre Ddl in tema di condono edilizio, presentati in Commissione Ambiente per riaprire i termini della sanatoria 2003 e imporre lo stop alle demolizioni degli edifici abusivi.
Si tratta di 60-70mila manufatti irregolari.

I firmatari dei provvedimenti sul condono edilizio sono Carlo Sarro e Gennaro Coronella del Pdl e Nitto Palma, Commissario regionale ed ex ministro della Giustizia.

Condono edilizio in zone vincolate

A far discutere è soprattutto un passaggio del disegno di legge che recita: «il procedimento di demolizione è comunque differito anche nel caso in cui sia stata accertata la violazione dei vincoli paesaggistici, salvo che sia stato concluso il procedimento di adozione del nuovo piano paesaggistico», quindi il condono edilizio sarebbe possibile anche nelle zone vincolate.

La motivazione dei firmatari consisterebbe nella necessità di compensare il danno per la Campania dato dalla Corte Costituzionale che nel 2006 aveva censurato una legge varata dalla Regione per differire i termini di sanatoria legati all’ultimo condono edilizio.

Condono edilizio nazionale

Qui nasce il paradosso: la Corte ha vietato il condono edilizio regionale, ma ora si chiede di approvarne uno nazionale autorizzando di fatto le edificazioni abusive avvenute anche in aree protette e vincolate.

Una situazione definita da Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in Commissione Ambiente, «quasi surreale», considerando «che in un Paese come il nostro, assediato da condizioni diffuse di dissesto idrogeologico e abusivismo, specie al Sud, una grande forza politica come il Pdl tenti di riproporre lo strumento del condono, che nella storia recente dell’Italia ha più volte mostrato il suo effetto principale, cioè di alimentare ulteriormente la spirale delle costruzioni illegali e del business delle ecomafie. Gli abusi edilizi vanno perseguiti e demoliti, specie se come in Campania e in gran parte del meridione riguardano aree pregiate e vincolate».

Le motivazioni della Campania

Coronella ammette che «qualche correzione si può apportare, magari riducendo il campo d’azione» del Ddl, anche se insiste che «non si tratta di fare una sanatoria per aiutare la speculazione edilizia, ma per non far abbattere le case dei singoli che, non potendo usufruire del condono del 2003, sono stati condannati con sentenza penale, oltre che amministrativa».

«Non c’è nessun parlamentare campano, di nessun partito, che non lo voglia. Del resto anche la Corte d’appello lo auspica, perché se non abbattono gli abusivi condannati tocca farlo allo Stato, con costi proibitivi, da manovra finanziaria», aggiunge Coronella.

Costi per l’abbattimento degli edifici abusivi

Sul punto dei costi per l’abbattimento degli edifici abusivi si è pronunciata la Procura, per voce del coordinatore della Sezione ecologia e urbanistica Aldo De Chiara, chiedendo l’intervento dell’esercito: «le costruzioni abusive vanno demolite nel rispetto della legge, anche se si tratta di numeri imponenti. Uno Stato serio non deve porsi il problema delle risorse finanziarie da impiegare. La soluzione è coinvolgere il Genio militare», anche perché «così le demolizioni verrebbero eseguite a costo zero».

In più «si potrebbero anche accelerare gli abbattimenti e risparmiare gli oneri economici per lo smaltimento dei rifiuti. In questo modo non ci sarebbero più alibi per nessuno».

E riguardo ai campani penalizzati, De Chiara afferma: «io non ho ancora incontrato nessuno che sia rimasto fuori dal condono per la legge voluta dalla giunta Bassolino nel 2003. Anzi, sono state addirittura presentate istanze relative al periodo successivo nella speranza che qualcosa cambiasse o che spuntasse una nuova sanatoria». In ogni caso «con le leggi ordinarie si può assumere qualsiasi decisione purché sia conforme ai principi e alle norme della Costituzione. Se questo requisito verrà rispettato, noi ne prenderemo atto».

Clini: no al condono edilizio

E ora bisogna vedere se il provvedimento verrà approvato, visto che anche il ministro all’Ambiente Corrado Clini, si è recentemente espresso sui condoni edilizi dimostrandosi fortemente contrario e affermando: «mai più condoni edilizi, spero di inserire una norma di divieto assoluto».