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Manovra: 1300 emendamenti, niente accordo Monti e Sindacati su pensioni

di Redazione PMI.it

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Il confronto con Monti su manovra finanziaria e riforma delle pensioni non ha convinto i sindacati, intanto slitta l'esame degli emendamentiin Aula, la Chiesa apre all'Ici e Bankitalia conferma il rischio recessione.

Sale la tensione sulla manovra finanziaria il premiér Mario Monti si è confrontato informalmente con i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil sulle proposte di modifica proposte ultimi, soprattutto in merito alla riforma delle pensioni e alle misure in tema fiscale, dopo l’approvazione del decreto in CdM e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

«Solo generici impegni, siamo di fronte a una sostanziale conferma dell’impianto della manovra» ha lamentato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, secondo cui la riforma delle pensioni così com’è pecca a tratti di «incomprensibili iniquità», in primis per quanto concerne l’abolizione delle pensioni di anzianità con 40 anni di contributi.

Intanto, Monti interverrà alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che stanno valutando i potenziali emendamenti alla manovra e che hanno chiesto una proroga per trovare le copertura finanziaria necessaria per ridurre l’Imu e il blocco delle indicizzazioni delle pensioni. L’esame in Aula slitta a mercoledì 14 dcembre.

Lo sciopero dei sindacati

I confronto di due ore con il presidente del Consiglio Monti non ha convinto le tre sigle sindacali le quali, vedendo disattese le proprie aspettative sugli cambiamenti al testo della riforma delle pensioni hanno confermato lo sciopero proclamato sia per il 12 dicembre e se necessario anche per il 19 dicembre, per protestare contro l’esecutivo.

Si tratta di un’astensione dal lavoro per 3 ore e di presidi davanti alle Prefetture, fino alla conclusione dell’iter parlamentare che attende ora la manovra:  la Camera inizierà infatti l’esame della manovra finanziaria Monti mercoledì 14 dicembre per concluderlo entro il 19 dicembre (>> leggi il testo della Manovra 2012).

Emendamenti alla manovra Monti

In totale sono 1300 gli emendamenti alla manovra presentati: circa 600 dalla Lega,  500 di Pd, Pdl e Terzo Polo e 150 dall’Idv, tutti legati a nuove imposte, temi pensionistici e fiscali.

Da parte dei due relatori, inoltre, si propongono criteri più precisi per il calcolo dell’esenzione ICI sulla prima casa (che da 200 potrebbe arrivare a 250 euro), deduzione Irap per assunzioni in azienda di over-50 senza lavoro, esenzioni dal blocco dell’indicizzazione delle pensioni e prepensionamento per gli operai messi in mobilità dopo il 31 ottobre (es.: Termini Imerese)  con il vecchio sistema.

Ma come già avvenuto con da definizione del pacchetto di misure anti-crisi, Monti non si sbilancia su quali saranno i possibili correttivi al decreto e dichiara che i sacrifici chiesti «non sono una nostra perversione ma per il giudizio generale, serviva all’Italia uno scatto» e sottolinea che le decisioni dell’esecutivo non sono condizionate da un’eventuale ritorno alle urne: «a noi importa rendere un buon servizio e non è un problema nostro quello di presentarci alle elezioni».

Il Governo chiederà la fiducia?

Con un numero così cospicuo di emendamenti il ricorso del Governo alla fiducia appare quasi scontato. Di questa opinione anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ed il vicecapogruppo del Pdl, Massimo Corsaro, il quale continua ad indicare come prioritarie le correzioni alle misure in tema di Ici sulla prima casa e pensioni.

Riforma delle pensioni

L’obiettivo sarebbe di portare l’indicizzazione delle pensioni a 1.400 Euro al mese lordi, invece dei 936 attualmente previsti. Sempre su fronte della riforma delle pensioni una delle proposte di modifica chiede di non penalizzare con la norma che porta a 42 anni di contribuzione, con almeno 62 anni, il requisito per il pensionamento per chi oggi è prossimo al compimento dei 60 anni di età.

Ici e imu

L’altro importante obiettivo sarebbe quello di rivedere i calcoli su Ici e Imu per renderle proporzionali alla composizione del nucleo familiare.

La Chiesa apre all’Ici

In merito all’Ici una delle grandi polemiche degli ultimi giorni riguarda la tassazione sulle proprietà immobiliari della Chiesa. Nel weekend scorsi è arrivata la notizia di una apertura degli Enti religiosi alla possibilità di rinunciare alle esenzioni Ici sui propri beni. A rivelarlo è stato il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), Angelo Bagnasco: «se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra».

Bankitalia: Italia a rischio recessione

E mentre nessuna modifica alla manovra finanziaria è ancora certa, Bankitalia lancia un monito: il decreto messo a punto dal Governo monti rischia di avere effetti restrittivi sul Pil, sul rilancio economico e sulla crescita, esponendo l’Italia al rischio inflazione e recessione, così come anticipato da Confindustria.

Un rischio che Bankitalia quantifica con un innalzamento dell’inflazione «di almeno 1 punto percentuale» a causa di un eccessivo incremento della pressione fiscale (stimata intorno al 45%), aliquote Iva e accise sui carburanti sono alcuni esempi eclatanti. Effetti che si potrebbero evitare invece con misure più incisive sia sul fronte dei tagli alle spese e della lotta all’evasione fiscale, che in favore della crescita e dell’occupazione.

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