Legge di Stabilità: certificazione crediti PA e aziende

di Redazione PMI.it

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Legge di Stabilità e crediti delle aziende nei confronti della PA: previsti decreti ad hoc per chiarire i nodi sulle certificazioni dei crediti in relazione a controlli su inadempimenti fiscali, DURC e tracciabilità dei flussi finanziari.

Secondo quanto previsto dalla nuova Legge di Stabilità, entro fine marzo 2012 un apposito decreto del Ministero dovrà chiarire alcuni punti trascurati dalla precedente normativa, in particolare su: patto di stabilità, verifiche sugli inadempimenti fiscali, DURC e tracciabilità dei flussi finanziari.

Tra le novità della Legge di Stabilità c’è dunque la delicata questione del ritardo sui pagamenti della PA alle imprese: l’articolo 13 introduce la certificazione e la possibilità di cessione dei crediti vantati dalle aziende nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.

In caso di pagamenti superiori ai 10mila euro, gli enti pubblici sono chiamati a verificare eventuali inadempienze fiscali relativamente all’obbligo di versamento per la notifica di cartelle di pagamento da parte dell’azienda creditrice (articolo 48-bis del Dpr 602/73). Nel caso in cui queste dovessero essere riscontrate, la certificazione verrebbe rilasciata solo per la differenza tra la somma da cedere e l’inadempimento. Se il risultato dovesse essere negativo o pari a zero la certificazione non verrebbe emessa.

Per quanto concerne il patto di stabilità, è ovvio che le certificazioni debbano essere rilasciate nel pieno rispetto della normativa. Ai fini del patto non devono essere però conteggiate le cessioni pro soluto dei crediti discendenti dalle certificazioni, viceversa per le somme anticipate per i rimborsi effettuati dagli istituti di credito.

Viene inoltre stabilito nell’articolo 38 del Dlgs. 163/06 e l’articolo 16-bis del Dl 185/08, convertito dalla legge 2/09 che la stazione appaltante, prima del rilascio della certificazione, verifichi la regolarità contributiva dell’azienda richiedendo all’Istituto competente il DURC (Documento unico di regolarità contributiva).

Infine, per quanto riguarda i pagamenti e la tracciabilità dei flussi finanziari, gli appaltatori sono obbligati (articolo 3 della legge 136/10) ad utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali dedicati alle commesse pubbliche, mentre i pagamenti devono riportare, per ciascuna transazione, il codice identificativo della gara (Cig) e, nei casi previsti dall’articolo 11 della legge 3/2003, il codice unico di progetto (Cup).

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