Incentivi alle PMI nel Decreto Fare bis

di Barbara Weisz

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Si delinea il Decreto Fare bis, nelle cui anticipazioni spiccano gli incentivi e gli sgravi fiscali per internazionalizzazione, digitalizzazione e innovazione delle PMI, oltre alle misure per compensare crediti e debiti PA.

Compensazione fra debiti e crediti fiscali, finanza d’impresa per PMI, crediti d’imposta per l’internazionalizzazione, voucher per la digitalizzazione delle aziende: inizia a delinearsi il Decreto Fare bis, concentrato sugli incentivi alle PMI e sulla ripresa economica. Le anticipazioni confermano l’impianto del provvedimento, compresi gli sconti in bolletta elettrica (a vantaggio anche dei cittadini), ma non mancano le critiche, in primis sul nuovo tutor d’impresa.

Misure per PMI

  • Crediti PA. Per agevolare l’accesso al credito si pensa ad un incremento della soglia di compensazione con i debiti: da 700mila a un milione di euro, nel caso di bilanci certificati fino a due milioni, per le società quotate fino a quattro milioni.
  • Tutor d’impresa. Itrodotta con il Ddl Semplificazioni, dovrebbe diventare operativo presso i SUAP (sportelli per le attività produttive) ma Rete Imprese Italia ha segnalato incongruenze su questo soggetto pubblico al quale si attribuiscono compiti di assistenza da soggetti di mercato come i consulenti o le associazioni di categoria. Resta comunque forte la richiesta di semplificazioni buracratiche.
  • Strumenti finanziari. Si vogliono incentivare i mini bond per PMI semplificando la concessione delle garanzie; si studia un meccanismo per permettere all’impresa di utilizzari beni strumentali come garanzia bancaria sui prestiti obbligazionari; si parla anche di allargare la platea dei possibili investitori ad assicurazioni e fondi previdenziali.
  • Sgravi fiscali per le PMI che puntano su ricerca e sviluppo e sull’internazionalizzazione. Si pensa a un credito d’imposta del 35% per chi assume un professionista con esperienza (di almeno un anno) nel commercio internazionale, e del 50% per gli investimenti in R&S. Non si esclude un maggior ricorso ai prestiti BEI per i progetti innovativi delle imprese.
  • Voucher Digitalizzazione da 10mila euro alle PMI per accedere a finanziamenti a fondo perduto nell’ambito dei fondi europei, per migliorare il parco tecnologico (in particolare per acquisto di hardware, software e banda larga o ultralarga).

Altre misure

  • Bollette. L’obiettivo è un risparmio di tre miliardi all’anno per i consumatori, tagliando gli incentivi alle Rinnovabili, per finanziare le quali si pensa all’emissione di bond da parte del Gse (Gestore dei servizi energetici) e alla erogazione di finanziamenti più dilazionati nel tempo.
  • Energia: in vista un incentivo per il Sulcis, con una gara in Sardegna per la realizzazione di un impianto a carbone pulito, al cui vincitore verrà riconosciuta un’agevolazione pari a 30 euro a MWh per 20 anni. Si ridurrà invece lo stoccaggio di gas da parte dell’Eni, e infine si attendono incentivi fiscali per operazioni di bonifica ambientale e riconversione di siti industriali.
  • Benzina: stretta sulla sicurezza (obbligo di comunicare una serie di dati da parte dei gestori), con lo scopo di chiudere gli impianti inefficienti, aumentando il grado di concorrenza e abbassando i prezzi della benzina.