Riforma fiscale, il Senato rinvia a settembre

di Barbara Weisz

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Senato in ferie senza approvare la riforma fiscale, rinviata al 6 settembre: con la campagna elettorale sembra destinata allo stop definitivo.

La legge delega di riforma fiscale è rimandata a settembre e potrebbe anche avviarsi verso la bocciatura definitiva: se le Camere non termineranno l’esame prima di sciogliersi, infatti, salterà la riforma. In teoria, il nuovo Parlamento potrebbe riprendere i lavori, ma sembra difficile ipotizzare l’approvazione di una riforma messa a punto da una maggioranza di Governo che non esiste più da parte di un nuovo esecutivo che, invece, nascerà da un Parlamento appena eletto.

In ogni caso, per il momento la certezza è il rinvio a settembre. Il Senato è infatti andato in ferie senza terminare l’esame, rinviato alla ripresa dei lavori il 6 settembre. Fino a questa data, si ferma quindi l’iter del disegno di legge delega di riforma fiscale.

La legge è stata approvata dalla Camera, dove è rimasta ferma per quasi nove mesi, mentre ora è in Senato; se Palazzo Madama riuscisse ad approvarla senza modifiche a settembre, diventerebbe definitiva e, a quel punto, il Governo avrebbe 18 mesi di tempo per attuare la delega con i decreti legislativi.

Lo stop fino a settembre sembra però preludere allo stop definitivo alla riforma fiscale. Il 25 settembre si vota, viene eletto un nuovo Parlamento, che prevedibilmente esprimerà maggioranze diverse da quella attuale. Si può immaginare che il prossimo Governo, quale che sia, porterà avanti l’ipotesi di riforma fiscale proposta in campagna elettorale.

In mancanza di approvazione definitiva della delega attualmente in discussione in Parlamento, la riforma fiscale sarebbe tutta da rifare. In campagna elettorale per le forze politiche è un’occasione per proporre diverse ricette economiche. Difficile che i partiti scelgano di affidarsi a una legge di un Parlamento ormai in via di scioglimento.

Una parte della riforma è stata comunque fatta, ovvero quella relativa all‘IRPEF. La riduzione da cinque a quattro degli scaglioni, la rimodulazione delle aliquote e quella delle detrazioni sono state integrate nella Legge di Stabilità 2022 e quindi si applicano dalle dichiarazioni 2023 relative all’anno fiscale in corso. Ci sono inoltre categorie di lavoratori, ad esempio dipendenti e i pensionati, che ne stanno già sperimentando gli effetti da gennaio di quest’anno in busta paga o nel cedolino la pensione.