Ddl Concorrenza sbloccato: accordo raggiunto sulle concessioni balneari

di Alessandra Gualtieri

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Si sblocca il Ddl Concorrenza: concessioni balneari fino a fine 2023, deroghe per i nuovi bandi fino a fine 2024, ok a indennizzi per gli uscenti.

Dovrebbe ripartire l’iter di approvazione del Ddl concorrenza, dopo l’impasse dovuta al braccio di ferro sulle concessioni balneari: per evitare di porre la fiducia al provvedimento in Senato, secondo le anticipazioni si è finalmente trovato un compromesso.

In base all’accordo politico raggiunto, saranno previsti risarcimenti a carico dei subentranti delle concessioni ai balneari, mentre un successivo decreto legislativo dovrà definire le regole per bandire le nuove gare. Confermata anche la possibilità per i Comuni di ottenere deroghe fino a fine 2024 per la chiusura delle gare nel caso di contenziosi o difficoltà legate all’espletamento della procedura.

Continueranno ad avere efficacia fino al 31 dicembre 2023 le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l’esercizio delle attività turistico-ricreative e sportive se ancora in essere alla data di entrata in vigore della nuova legge, anche sulla base di proroghe o rinnovi.

Fino a tale data l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario uscente è comunque legittima

Un emendamento all’articolo 2 del provvedimento, posto al vaglio delle Commissione Bilancio e Industria del Senato, permetterà di completerà l’esame del ddl concorrenza. Lunedì prossimo l’approdo in Aula.

Dunque, nel ddl delega si rimandano le questioni più spinose ai decreti attuativi senza quantificare gli indennizzi né tantomeno definire ulteriori dettagli tecnici del caso. Escono infatti dal testo i riferimenti alle modalità di calcolo degli indennizzi ai concessionari uscenti.

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, in coerenza con la normativa europea, il Governo è delegato ad adottare uno più decreti legislativi volti a riordinare e semplificare la disciplina in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive. La necessità della riforma è legata ad un duplice obiettivo:

  • rispondere alla procedura di infrazione comunitaria notificata all’Italia per mancato adeguamento alla Direttiva Servizi 2006/123/CE (Direttiva Bolkestein)
  • superare lo scoglio normativo che impedisce all’Erario di riscuotere oneri da concessioni in linea con i valori di mercato.