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Classe energetica edifici: nuovi standard minimi dal 2027

di Alessandra Gualtieri

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Direttiva UE sull'efficienza energetica degli edifici: dal 2027 standard minimi per gli edifici e nuovi immobili a emissioni zero.

Presentata  la nuova Direttiva UE sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive) in base alla quale, nella bozza iniziale poi ammorbidita, sarebbero state vietate le locazioni e le compravendite di abitazioni in immobili che non avessero superato determinati requisiti di efficienza: il testo definitivo lo consente anche senza il rispetto degli obiettivi. Tuttavia, si rimanda ai singoli Stati Membri per trovare soluzioni e incentivi che perseguano il raggiungimento degli standard minimi. Più rigide le direttive per le nuove costruzioni: dove tecnicamente fattibile, il consumo energetico dovrà essere coperto da fonti rinnovabili a partire dal 2030, anticipando al 2027 per gli edifici pubblici.

Vediamo in dettaglio cosa prevede la direttiva e cosa comporta per il mercato immobiliare e quello delle costruzioni da qui ai prossimi anni, fase per fase.

Efficienza degli edifici

Ad oggi, la classificazione energetica immobiliare è data dall’attestato A.P.E. (Attestato di Prestazione Energetica), già obbligatorio per vendere o affittare. Esistono dieci classi energetiche, dalla A alla G con alcune sottoclassi. Ebbene, la nuova direttiva persegue l’obiettivo di un miglioramento significativo delle prestazioni energetiche degli edifici, individuando dei requisiti minimi a cui tendere. L’adeguamento della classe energetica sarà proporzionato allo stato di partenza dell’immobile e questo nuovo scenario non si realizzerà dall’oggi al domani ma prevedrà precisi step temporali, accompagnato da altre misure a livello nazionale, atte a garantire entro il 2050 l’obiettivo UE di edifici ad emissioni zero.

Obiettivi della nuova Direttiva UE

In base alla Direttiva UE, ogni Paese dovrà definire propri standard minimi sull’efficienza energetica degli edifici entro il 2027, adottandoli a regime dal 2030.

Edifici esistenti

  • Per il 15% degli edifici pubblici e non residenziali meno efficienti, riqualificazione con miglioramento di una classe energetica, da G a d F, entro il 2027, con un ulteriore passaggio in classe E entro il 2030.
  • Per gli appartamenti in condomini, l’ obiettivo della classe minima F è fissato al 2030 e quello della classe E al 2033.

Non si fa più menzione (come nella bozza iniziale del provvedimento) del paventato divieto di vendita in mancanza di tali requisiti, pur lasciando alla legislazione nazionale il compito di legiferare in merito al perseguimento di tali standard secondo la roadmap condivisa a livello europeo.

Nuove costruzioni

Dal 1° gennaio 2030, in base alla revisione della direttiva europea, tutte le nuove costruzioni dovranno essere a zero emissioni, con eventuale ulteriore fabbisogno energetico soddisfatto tramite auto-produzione con rinnovabili. Il medesimo obbligo scatta dal 2027 per gli edifici pubblici.

Incentivi

Per ridurre la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili, la direttiva prevede dal 2027 il divieto di concedere incentivi statali per le caldaie a condensazione.

In generale, tutti gli Stati Membri dovranno stabilire una roadmap con obiettivi stabiliti a livello nazionale, con indicatori misurabili per quanto concerne i target relativi alla quota di edifici ristrutturati, al consumo energetico e alle emissioni prodotte dal parco immobiliare.