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Come fare il vaccino Covid in azienda: regole e Protocollo INAIL

di Barbara Weisz

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Tutte le regole sul vaccino in azienda nel nuovo protocollo INAIL: si procede senza ordine di età, si parte in base alla disponibilità dei vaccini.

Requisiti minimi, modalità organizzative, moduli di consenso, formazione, programmazione e coordinamento con la campagna vaccinale: sono gli elementi contenuti nelle indicazioni INAIL sul vaccino in azienda, elaborate sulla base della circolare interministeriale del 12 aprile e del protocollo siglato l’8 aprile in sede di Conferenza Stato Regioni. Il documento (con allegati modulo di consenso ed elenco quesiti per triage e anamnesi) recepisce anche i protocolli firmati da Governo e parti sociali.

La premessa è che il vaccino in azienda si integra (senza sovrapporsi) alla campagna nazionale, quindi le operazioni potranno partire quando ci sarà disponibilità di vaccini sufficiente a non interferire o rallentarla. La vaccinazione sui luoghi di lavoro (volontaria per l’azienda ed anche per il lavoratore) rappresenta un’opportunità aggiuntiva rispetto alle modalità ordinarie dell’offerta vaccinale, quindi, nel rispetto delle tempistiche dettate dal piano nazionale, con la differenza che nei punti vaccinali aziendali non bisognerà seguire il criterio di età ma si può procedere  senza distinzione di età o categoria.

Prerequisiti

  • disponibilità di vaccini,
  • disponibilità dell’azienda,
  • presenza / disponibilità del medico competente o di personale sanitario,
  • condizioni di sicurezza per la somministrazione di vaccini,
  • adesione volontaria e informata da parte delle lavoratrici e dei lavoratori,
  • tutela della privacy e prevenzione di ogni forma di discriminazione.

Cosa devono fare le aziende

La fornitura dei vaccini è a carico del Commissario straordinario all’emergenza così come gli strumenti per la somministrazione (siringhe, aghi), la formazione e la registrazione. Sono le imprese che mettono invece a disposizione i punti vaccinali e a sostenerne le spese organizzative. Quelle che intendono mettere i propri spazi a disposizione della campagna vaccinale, devono darne comunicazione alla ASL di riferimento, con modalità disciplinate dalle Regioni, a cui spetta anche stabilire le modalità di ritiro dei vaccini a cura del medico competente o del personale sanitario individuato dal datore di lavoro. Chi ritirerà il vaccino dovrà garantirne la corretta gestione con particolare riferimento al mantenimento della catena del freddo.

Requisiti aziende aderenti

  • Popolazione lavorativa sufficientemente numerosa: per favorire PMI e datori di lavoro con pochi impiegati, sono possibili modalità organizzative anche promosse da Associazioni di categoria che coinvolgano il personale di più imprese.
  • Sede nel territorio dell’Azienda Sanitaria che fornisce i vaccini: i lavoratori possono aderire indipendentemente dalla propria residenza (anche fuori Regione) e possono anche decidere di essere vaccinati nei punti vaccinali delle Aziende Sanitarie.
  • Struttura organizzativa, strumenti e personale: adeguate al volume di attività previsto, in grado di garantire il regolare svolgimento dell’attività ed evitare assembramenti.
  • Dotazione informatica idonea a garantire la corretta e tempestiva registrazione delle vaccinazioni.
  • Ambienti adatti, commisurati al volume di vaccinazioni da eseguire, sia per le fasi preparatorie (accettazione), sia per la vera e propria seduta vaccinale (ambulatorio/infermeria), sia per le fasi successive (osservazione post-vaccinazione). Questi spazi possono essere interni, esterni o mobili. L’idoneità degli ambienti è valutata dalla ASL che fornisce il vaccino.

Equipaggiamento

E’ il medico competente o il personale sanitario a redigere l’elenco di quanto necessario nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale e delle indicazioni provenienti dal percorso formativo obbligatorio previsto, anche per garantire un idoneo intervento in caso si manifestino reazioni avverse a breve termine. Devono essere presenti strumenti informatici che permettano la registrazione dell’avvenuta inoculazione del vaccino secondo le modalità fissate a livello regionale.

Formazione

Il servizio sanitario regionale rende disponibile l’accesso a specifici materiali formativi/informativi predisposti a livello nazionale e regionale. Il personale coinvolto nelle operazioni di vaccinazione dovrà effettuare il corso FAD EDUISS “Campagna vaccinale Covid-19: la somministrazione in sicurezza del vaccino anti SARS-CoV- 2/Covid-19”, che verrà integrato con uno specifico modulo per la vaccinazione nei luoghi di lavoro a cura di INAIL in collaborazione con ISS.

Come avviene la vaccinazione in azienda

L’adesione del lavoratore è volontaria e viene raccolta dal medico competente o dal personale sanitario, che valuta l’eventuale necessità di indirizzarlo alle strutture sanitarie, sulla base di valutazione sanitaria e nel rispetto della privacy. Vanno effettuate le opportune attività di pianificazione. Va garantita l’informazione, alle aziende e ai lavoratori, su tutti gli aspetti, compreso il vaccino previsto. Schede di anamnesi e consenso devono essere conformi alla modulistica predisposta a livello nazionale. Il medico vaccinatore si occupa dell’informazione e della gestione del consenso, sempre utilizzando la modulistica nazionale.

Subito dopo la somministrazione, l’osservazione post-vaccino, come in tutti i punti vaccinali, dura 15 minuti. Nel periodo di osservazione (con paziente ancora presente) si effettua la registrazione della vaccinazione, secondo le modalità previste dalla Regione. Si prevedono specifiche modalità per registrare eventuali reazioni avverse. L’azienda assicura la programmazione della seconda dose, nel rispetto delle tempistiche del piano nazionale, con lo stesso vaccino. L’intero processo è sotto la supervisione delle autorità sanitarie, che possono effettuare verifiche e controlli. Le imprese e le associazioni si impegnano a promuovere corrette modalità organizzative.