Quote latte: per l’UE tutto da rifare

di Redazione PMI.it

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Quote latte: lo Stato italiano non ha rispettato le leggi europee e ora deve ricalcolare le multe e gli sconti: la sentenza della Corte di Giustizia UE.

Tutto da rifare in Italia per quanto riguarda la cosiddetta quota latte, il limite sulla produzione di latte per ciascun allevatore nella Comunità europea, oltre il quale si applica una tassazione detta prelievo supplementare. La Corte di Giustizia UE (sentenza relativa alla causa C-46/18) ha infatti dato ragione ad alcuni produttori veneti che avevano presentato ricorso per la campagna lattiero-casearia 2003/2004: l’Italia deve ricalcolare i rimborsi delle multe latte pagate in eccesso dai produttori.

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Quote latte: il caso e la sentenza

Questo perché nella campagna lattiero-casearia 2003/2004 lo Stato italiano ha usato criteri arbitrari e non in linea con le regole europee (art. 9 del Regolamento CEE n. 1392/2001) nel quantificare le multe latte. L’Agenzia italiana per le erogazioni in agricoltura (Agea) aveva quindi disposto la restituzione, escludendo però alcuni produttori. In particolare venivano privilegiati i produttori che avevano splafonato la quota produttiva in loro possesso e avevano aderito al versamento mensile dei prelievi supplementari, consentendo loro di compensare i prelievi supplementari, lasciando escluso dallo sconto chi non aveva versato.

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Questi produttori si erano quindi opposti alla decisione di Agea al TAR e al Consiglio di Stato, fino ad arrivare alla Corte di Giustizia UE, che ricorda l’obbligo delle Autorità italiane competenti di correggere le decisioni incompatibili con il diritto dell’Unione e stabilisce che si debba procedere ad una nuova valutazione dei diritti dei produttori.

La disposizione italiana si è posta in particolare in contrasto con le regole comunitarie (art. 2, paragrafo 1, del regolamento Ue n. 3950 del 1992), non effettuando una riassegnazione tra i produttori delle quote latte non utilizzate, paritaria e proporzionale rispetto al quantitativo di quote già in possesso di ciascuno.

Ora lo Stato italiano dovrà ricalcolare le multe a chi ha prodotto più del dovuto e redistribuire lo sconto in proporzione alle quote allora detenute, sia con riferimento agli allevatori che hanno pagato mensilmente il prelievo, sia per quelli che non l’hanno mai fatto.