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Manovra di Bilancio presentata in CdM

di Barbara Weisz

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Governo trova la quadra su manovra e decreto fiscale collegato, approvati i due provvedimenti in Consiglio dei Ministri: quota 100 senza penalità, stralcio cartelle fino a mille euro, pace fiscale, opzione donna.

Governo freneticamente al lavoro per tutta la giornata sulla manovra di Bilancio e, soprattutto, sul decreto fiscale collegato. Si sono susseguite riunioni e vertici di maggioranza, poi in serata il consiglio dei ministri che ha approvato i due provvedimenti: il Disegno di legge “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021” e il Decreto legge “Disposizioni urgenti in materia fiscale, semplificazione amministrativa e per esigenze indifferibili”.

Introducendo lo schema di legge di bilancio, in ministro Giovanni Tria ha dichiarato:

non soltanto abbiamo messo in Bilancio più fondi ma abbiamo creato gli strumenti affinché tali fondi si traducano in investimenti efficienti in tempi rapidi.

Nei tempi prescritti, è stata varata questa legge di bilancio che riflette la manovra di politica economica che era stata illustrata, in senso qualitativo e quantitativo, nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Raggiunto anche l’accordo fra le forze di maggioranza sulla pace fiscale. Come ha illustrato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa, il Governo ha messo a punto diverse formule di definizione agevolata.

In primis uno stralcio delle controversie fino a mille euro, però in un periodo molto determinato: dal 2000 al 2010.

Poi, sono previste formule di rateizzazione del debito fino a 5 anni pagando l’intero capitale del debito ma senza sanzioniinteressi.

Ancora: viene prevista una sorta di dichiarazione integrativa per le persone che hanno dichiarato, una specie di ravvedimento operoso applicabile fino a 31 ottobre 2017, pagando il 30% in più di quanto dichiarato entro un limite di 100mila euro per periodo d’imposta, ossia il 20% di quella che è la somma integrata che si va in aggiunta a dichiarare (invece del 43%).

Sulla Quota 100 il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato l’entrata in vigore dal prossimo anno, a quanto par di capire senza alcuna penalizzazione.

Luigi Di Maio ha invece anticipato che nel 2019 sarà confermata l’Opzione Donna e che il redditopensione di cittadinanza partiranno entro il primo trimestre dell’anno.

Sul fronte lavoro, Di Maio ha poi parlato di misure per le imprese attraverso il decreto semplificazioni, con misure come la cassa integrazione in deroga rinnovata per un anno e centinaia di sburocratizzazioni per le aziende.

Risolti, a quanto pare, i problemi fondamentali che avevano impegnato l’esecutivo. In primis quello delle coperture necessarie per finanziare adeguatamente tutti i provvedimenti inseriti in Legge di Bilancio: per finanziare la contro-riforma Fornero, il reddito di cittadinanza e la flat tax, per esempio, sembra che il Governo abbia  dovuto ritagliarsi risorse ulteriori pari a circa 1 miliardo di euro e che a tale scopo abbia previsto un taglio delle pensioni d’oro in tre anni.

Si interviene sulle pensioni d’oro, sopra i 4.500 euro mensili, in modo da rimodulare i trattamenti pensionistici più elevati e renderli più equi in considerazione dei contributi versati.

Dettagli a parte, entro la mezzanotte del 15 ottobre viene spedito a Bruxelles il documento programmatico di Bilancio, che contiene anche le linee fondamentali della manovra.  E’ ormai un classico, negli ultimi anni, arrivare all’appuntamento sul filo del rasoio, ma questa manovra è sembrata più complessa delle precedenti. Anche in considerazione del “cartellino giallo” che l’Europa ha già dato sul Def, il documento di economica e finanza, che alza il deficit al 2,4% per il 2019 e contiene stime sul PIL considerate eccessivamente ottimistiche.

Il prossimo appuntamento fondamentale è quello del 20 ottobre, giorno entro il quale il testo della manovra deve arrivare in Parlamento.