Detassazione e IMU tra gli emendamenti alla Legge di Stabilità

di Noemi Ricci

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Pioggia di emendamenti alla Legge di Stabilità in Senato: Governo e Parlamento cercano 4 miliardi di euro per IMU e detassazione premi produttività.

Tra i nodi che il governo Letta deve sciogliere ci sono abolizione della seconda rata IMU e rafforzamento del taglio del cuneo fiscale: la soluzione potrebbe arrivare nella Legge di Stabilità all’esame della Commissione Bilancio del Senato, dove sono stati presentati 3mila emendamenti. Governo e Parlamento devono però trovare 4 miliardi di euro, di cui 2,4 per l’IMU e 1,5-2 per il cuneo, di cui una parte dovrebbe essere destinata alla detassazione dei premi produttività.

IMU

Per quanto riguarda l’IMU sembra difficile che la copertura per l’abolizione della seconda rata possa riguardare, oltre alle prime case, anche i terreni agricoli ed i beni strumentali agricoli, esclusi invece dal pagamento della prima rata di giugno. In questo modo le risorse da reperire scenderebbero da 2,4 miliardi di euro a 2,1.

Detassazione produttività

Una delle ipotesi che è stata avanzata con un emendamento alla Legge di Stabilità è quella di dirottare parte delle risorse volte a tagliare il cuneo fiscale alla detassazione dei salari di produttività. Su questo punto sta insistendo più di tutti il Pdl. In sostanza si tratterebbe di ridurre la platea dei beneficiari delle agevolazione fiscali sul lavoro o in alternativa di rimandare l’intervento sulla riduzione delle tasse sul lavoro, mossa dalla quale si ricaverebbero 5 miliardi di euro.

Il nodo risorse

Circa un miliardo di euro potrebbe essere trovato praticando alcuni tagli alla spesa pubblica, tra cui i costi standard per la sanità, e dai maggiori proventi dalle dismissioni immobiliari. Ci sono poi gli aumenti degli acconti IRES e IRAP al 116%, dai quali potrebbe arrivare un altro miliardo e mezzo, mentre sembra poco praticabile l’ampliamento della platea delle case di lusso escluse dall’esenzione IMU, alla quale si oppone soprattutto il Pdl. Ulteriori risorse potrebbero essere trovate, su proposta del Pd, dalla maggiore tassazione delle rendite finanziarie e dal ritocco della Tobin tax; mentre il Pdl punta, oltre che sui tagli di spesa, ad un anticipo della rivalutazione delle quote di Bankitalia.

Clausole di salvaguardia

Nella Legge di Stabilità il Governo ha tuttavia inserito delle clausole di salvaguardia che scatterebbero automaticamente qualora non si dovessero raggiungere i risparmi o il gettito previsti dalle varie misure, si tratta ovviamente un incremento delle tasse, ma anche di un rallentamento del pagamento degli arretrati che lo Stato ha accumulato nei confronti delle imprese a causa del ritardo nei pagamenti dalle PA.

Il parere UE

Intanto la Commissione Europea sta analizzando la Legge di Stabilità, valutazione che sarà resa pubblica il 15 novembre. Per il 13 novembre è previsto un dibattito della Commissione sul tema, mentre a prendere decisioni “politiche” sarà il commissario agli Affari economici, Olli Rehn. Le prime indicazioni UE sembrano spingere l’Italia verso riforme strutturali finalizzate ad aumentare la produttività che in Italia rimane tra le più basse d’Europa. Sarebbe quindi necessario dare piena attuazione alla riforma del mercato del lavoro, migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, ridurre la burocrazia e aumentare gli investimenti esteri. Ci si attende dunque un via libera condizionato dal risolvere prima le fragilità della Legge di Stabilità e della politica economica del Paese. Tra queste, il consolidamento di bilancio e la necessità di mettere in sicurezza il debito pubblico, soprattutto in vista dell’obbligo dal 2015 per tutti i Paesi Membri di ridurre il debito di un ventesimo l’anno per la parte eccedente il 60% del PIL.