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Pagamenti PA alle imprese in 170 giorni

di Francesca Vinciarelli

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Ritardo pagamenti PA alle imprese: migliorano i tempi ma l'Italia resta fanalino di coda e nelle transazioni commerciali tra imprese private la situazione resta immutata. L'analisi aggiornata al 2013 della Cgia di Mestre.

Migliora di poco (troppo poco) la situazione dei ritardi nei pagamenti da PA a imprese: si scende di dieci giorni in media, passando dai 180 giorni del 2012 ai 170 giorni del 2013, registrati dalla Cgia di Mestre. L’Italia resta però fanalino di coda in Europa, peggio persino della Grecia e di Cipro (-15 giorni).

=> Leggi di più sul Ritardo dei Pagamenti dalla PA

Tra le migliori pagatrici le PA tedesche: i pagamenti alle imprese arrivano dopo poco più di un mese (36 giorni). In media in Europa i fornitori vengono pagati entro 61 giorni, contro i 67 del 2012 (-5 rispetto al 2012).

La riduzione dei tempi di pagamento è frutto del recepimento in Italia della direttiva UE contro i ritardi dei pagamenti (leggi i dettagli) e di una «una certa sensibilità nei confronti di questo problema».

Anche al Sud, dove il fenomeno è più marcato, si vedono i primi passi in avanti. Nella Sanità in Calabria si è passati dai 968 giorni del 2012 ai 928 del 2013 (-40) e in Campania dai 763 ai 680 (-83). In media in Italia si è passati dai 298 giorni ai 284 (-14).

In Italia il problema è forte anche tra imprese private e qui con una situazione immutata: la media nazionale resta ferma a 96 giorni, contro quella europea di 49 (-3 dal 2012), i 55 della Francia, i 41 del Regno Unito ed i 34 della Germania.

=>Flop della Direttiva UE sui ritardi nei pagamenti in Italia

Una situazione che è specchio, secondo la Cgia Mestre, della maggiore elasticità che la nuova legge sui ritardi nei pagamenti ha concesso alle transazioni commerciali tra imprese private rispetto ai rapporti che intercorrono tra un’azienda privata e la PA: «dal primo gennaio 2013 le scadenze di pagamento oltre i 60 giorni devono essere fissate espressamente e provate per iscritto purché non siano gravemente inique per il creditore, pena la loro nullità. Il maggiore potere negoziale del committente e la paura di perdere le commesse hanno indotto molti fornitori ad accettare le condizioni imposte dai loro partner commerciali, che prediligono pagare ancora adesso e con tempi medi non inferiori a 96 giorni», ha concluso Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia Mestre.

Per maggiori informazioni leggi l’analisi della Cgia Mestre

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