Offerte mutui, il tasso fisso conviene

di Noemi Ricci

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Tasso fisso, piani di ammortamento più lunghi, importi richiesti ed erogati più alti, interessi ai minimi storici: l'Osservatorio MutuiOnline.

Continuano a scegliere la sicurezza della rata costante offerta dai mutui a tasso fisso gli italiani, in ragione tassi di interesse ai minimi storici, e alleggeriscono le rate optando per durate più lunghe per i piani di ammortamento. A rivelarlo è l’ultimo Osservatorio di dicembre di MutuiOnline.it, il portale di comparazione dei finanziamenti offerti da 45 istituti di credito.

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Tassi di interesse

In particolare, nel quarto trimestre 2017, sono state ben il 76% del totale delle domande di mutuo quelle a tasso fisso, il 20,8% sono state a tasso variabile e il 2,3% a tasso variabile con CAP. La scelta del mutuo a tasso fisso ha dominato l’intero 2017, che si è chiuso con un totale di mutui a rata costante per il 76,1% degli italiani e l’84% dei finanziamenti erogati dalle banche.

Scelte guidate dal fatto che i tassi di interesse, nel 2017, sono scesi ancora rispetto al 2016, arrivando al 2,26% per il tasso fisso dei mutui a 20 e 30 anni (era il 2,30%) e all’1,01% per il tasso variabile (contro il precedente 1,23%).

Oltre ad allungare i tempi per la restituzione del prestito, gli italiani chiedono importi più consistenti per percentuali di valore più alto: in media si chiedono 128.581 euro, contro i precedenti 125.976 e, in media, vengono erogati, quindi concessi dalle banche, importi pari a 123.240 euro, contro i 121.074 euro precedenti. Si tratta dei valori più alti registrati dal 2014.

A salire è inoltre il rapporto tra l’importo del finanziamento e il valore del bene che il mutuatario intende porre a garanzia del prestito (loan-to-value) che nel 59,5% dei casi va dal 60 al 90% e oltre il valore dell’immobile da finanziare, ma solo nel 35,7% dei casi le banche hanno erogato mutui che superassero il 70% del loan-to-value.

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Identikit del mutuario

In Italia cresce la richiesta di mutui arriva soprattutto dal Nord, con una percentuale che sale dal 39,8% al 40,9%, ed una percentuale di casi in cui le banche hanno concesso mutui in questa parte del Paese pari al 46,6%. Nel Sud e nelle Isole le percentuali passano rispettivamente al 35,4% e al 36,1%. In generale a richiedere un mutuo sono i dipendenti a tempo indeterminato (76%) con un’età compresa tra i 36 ai 45 anni (38,1%) ed un reddito tra i 10.000 e i 20.000 euro annui (47,1%). Dal canto loro le banche hanno erogato mutui a dipendenti che avessero un impiego a tempo indeterminato nell’85,8% dei casi.

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